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Quando dire "Sono Innocente" non basta: le ultime due storie, su Rai3

Ultimo appuntamento di 'Sono Innocente', in onda sabato 18 marzo su Rai3.

"Decimo e ultimo appuntamento sabato 18 marzo alle 21.10 con il programma di Rai3 'Sono Innocente', condotto dal giornalista Alberto Matano. Il dramma e il riscatto di uomini e donne accusati ingiustamente, le storie di persone che da una vita normale e tranquilla si trovano catapultate in un vero e proprio incubo, la realtà cruda e difficile del carcere" informa in una nota la tv di Stato.

"I casi raccontati questa settimana sono quelli di Francesco Raiola e di Joan Hardugaci. Francesco Raiola ha 30 anni quando accadono i fatti. E' un militare di valore: due missioni in Kosovo, una in Afghanistan. Un uomo forte e integro. Nel 2011 viene accusato di traffico e ricettazione di stupefacenti. Solo nel 2015 viene prosciolto ma, nel frattempo, Raiola ha perduto per decaduti diritti morali il suo posto nell'Esercito italiano" si prosegue.

La Rai diffonde inoltre: "Ha vissuto oltre 4 mesi agli arresti domiciliari e ha scontato 21 giorni di carcere, di cui quattro in cella di isolamento nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere."

Si specifica dunque: "Sono due telefonate travisate a costargli la libertà. In una si parla di televisori, nell'altra di mozzarelle. Ma i carabinieri pensano che Francesco parli di carichi di droga. E che faccia da intermediario con i trafficanti campani finiti nell'inchiesta per portare grosse quantità di stupefacenti in Puglia, dove svolge l'attività di militare. Il 21 settembre del 2011 avviene così l'arresto per spaccio insieme a 70 presunti trafficanti di droga tra le province di Napoli e Salerno. Un dramma che colpisce anche la moglie, in quel periodo in attesa del primo figlio. Francesco dovrà attendere il 25 febbraio del 2015 per essere dichiarato innocente.

"Nessuno sembrava voler credere che Joan Hardugaci non fosse l'autore di una rapina brutale nei confronti di un'anziana signora di Montelupo, in provincia di Empoli. - viene poi ricordato - E così, il romeno era finito in carcere per un reato mai commesso. Vittima di un errore giudiziario causato da un clamoroso scambio di persona. Un mese in cella, poi altre tre settimane con obbligo di firma in caserma."

Si segnala quindi: "Ma non c'era lui quel giorno di novembre del 2009 con altri due connazionali durante la rapina ai danni della donna 77enne, legata mani e piedi con delle stringhe e messa a tacere con un cuscino sulla bocca."

"Le indagini si concentrarono subito sulle frequentazioni di una ex badante dell'anziana - viene osservato infine -, identificando presto uno dei responsabili. Lo catturarono in un ristorante, mentre era a cena con altri connazionali. Per una coincidenza, in quello stesso locale c'era anche, ma con un amico inglese, Hardugaci. Nonostante il vero autore del colpo sostenne che Joan con la rapina non c'entrava nulla, ci sono voluti ben tre gradi di giudizio per accertare la sua innocenza."

© riproduzione riservata | online: | update: 18/03/2017

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