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Natale De Grazia e le "navi a perdere" radioattive: il docufilm su Rai1

Ultimo appuntamento con 'Nel nome del popolo italiano', in onda giovedì 7 settembre su Rai1.

"Sarà Natale De Grazia, raccontato da Lorenzo Richelmy, il protagonista dell'ultimo appuntamento con il ciclo di docu-film 'Nel nome del popolo italiano' prodotto da Anele con Rai Cinema e Rai com, dedicato alla memoria di quattro eroi nazionali. In onda giovedì 7 settembre alle 23.35 su Rai1 e diretto da Wilma Labate, il docu-film indaga, attraverso lo sguardo di Lorenzo Richelmy, le vicende che hanno portato alla scomparsa del capitano calabrese Natale De Grazia, deceduto improvvisamente dopo aver mangiato in un ristorante di Campagna (SA), mentre si recava a La Spezia in merito alle indagini che stava conducendo sul presunto affondamento di rifiuti tossico-radioattivi a bordo delle famigerate 'carrette del mare'" rende noto la tv di Stato.

Dalla Rai viene osservato dunque: "Il racconto si snoda attraverso interviste a testimoni illustri come Nuccio Barillà, Responsabile Legambiente Calabria, Alessandro Bratti, Presidente della Commissione Bicamerale sul traffico illecito dei rifiuti (commissione ecomafie), Francesco Neri, all'epoca sostituto procuratore e pm di Reggio Calabria, Antonino Samiani, Comandante della Capitaneria di Porto di Messina fino al 2015 e Riccardo Bocca, autore del libro 'Le navi della vergogna'. Fondamentali per ricostruire un ritratto privato di De Grazia - come uomo, marito e padre - le lunghe chiacchierate di Lorenzo Richelmy con la vedova Anna Maria Vespia e i figli Giovanni e Roberto, suoi coetanei."

«La vicenda mi riguardava, essendo la mia famiglia originaria di Locri. Non conoscevo bene la storia di De Grazia: mi sono appassionato, mi premeva il fatto che bisogna capire cosa rimane ai ragazzi della mia generazione - racconta l'attore - Negli ultimi anni, di mafia si parla nelle fiction, però secondo me non abbiamo ancora capito che tipo di messaggio si vuole mandare con questo genere di prodotti: è importante allora mandare un messaggio mirato alla conservazione della memoria. Ciò che mi intimorisce, è che i ragazzi della mia generazione vedono queste tematiche come lontane, come se non li riguardasse: è importante tenere il fuoco attivo».

© riproduzione riservata | online: | update: 07/09/2017

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