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Terrorismo in tv, Anzaldi: servono newsroom. Rampelli: PD vuole pensiero unico

Dopo gli attentati a Parigi del 13 novembre tutte le reti Rai seguono gli aggiornamenti della vicenda ma con "duplicazioni spesso causa di disservizi" come evidenzia Michele Anzaldi, deputato del PD, invitando il Cda della Rai ad accelerare "sulla realizzazione delle newsroom". Fabio Rampelli di Fratelli d'Italia denuncia però: "Evidentemente Matteo Renzi e il PD vorrebbero la news room a loro uso e consumo, per governare il pensiero unico dell'informazione"

"Michele Anzaldi parla di schizofrenia della Rai, noi invece ravvediamo schizofrenia nel suo modo di argomentare. Nello stesso comunicato fa i complimenti all'azienda per la copertura data agli avvenimenti tragici di Parigi, poi la rimprovera per non aver dato il giusto rilievo ai fatti di Hannover e infine l'accusa di eccesso di informazione e di programmazione caotica, auspicando l'avvento delle news room, che a suo dire risolveranno tutti i problemi" denuncia in una nota Fabio Rampelli di Fratelli d'Italia, sostenendo: "Evidentemente Matteo Renzi e il PD vorrebbero la news room a loro uso e consumo, per governare il pensiero unico dell'informazione, come appare anche dalla riforma che pone un'ipoteca del governo su Saxa Rubra". Anzaldi invita infatti il Cda della Rai a fornire "indicazioni chiare alle reti" ed ad accelerare "sulla realizzazione delle newsroom, che avrebbero evitato anche in queste ore le solite duplicazioni spesso causa di disservizi". In sostanza, il deputato del PD lamenta la "situazione di caos delle dirette e dell'informazione Rai, con cambi di programmazioni che sembrano essere decisi in maniera casuale e senza criteri condivisi" dopo gli attentati di Parigi del 13 novembre, evidenziando "il paradosso che ogni rete Rai proponeva immagini con un marchio diverso: Rai1 trasmetteva la tv francese, Rai2 andava in onda con Rainews e il relativo logo, Rai3 proponeva la diretta della all news francese Bfm"

"Questo episodio dimostra ancora una volta quanto sia urgente procedere con l'accorpamento dell'informazione nelle newsroom previsto dal Piano News, approvato a febbraio da Vigilanza e Cda ma da quasi dieci mesi rimasto inspiegabilmente nei cassetti di Viale Mazzini. - chiarisce Anzaldi - Un modello che con il Giornale Radio ha dimostrato di essere perfettamente funzionante, come accaduto anche oggi: Radio1 ha proposto gli aggiornamenti continui da Parigi, mentre le altre emittenti procedevano con programmazione e informazione ordinaria". Per Rampelli, invece, "i fatti di questi giorni dimostrano che la Rai è all'altezza del compito perché è un'azienda rodata con 60 anni di servizio pubblico alle spalle e perché i suoi servizi giornalistici consentono una copertura totale degli eventi che difficilmente sarà possibile con la news room", concludendo: "Questo progetto, che rischia di cancellare il pluralismo e ridurre la qualità del servizio pubblico, deve essere ripensato, esattamente l'opposto di quanto afferma Anzaldi, evidentemente ispirato dall'ultimo film su James Bond: spectre."

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