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Tagli Rai in decreto Irpef, consumatori: colpo grave al servizio pubblico

A condividere la battaglia che sta portando avanti l'Usigrai contro il decreto del governo Renzi che taglia alla Rai 150 milioni sugli introiti del canone (lo stesso che finanzia il bonus da 80 euro in busta paga) sono anche le due associazioni per i consumatori Federconsumatori e Adusbef, che sottolineano: "E' anacronistico stringente controllo dell'esecutivo".

A condividere la battaglia che sta portando avanti l'Usigrai contro il decreto del governo Renzi che taglia alla Rai 150 milioni sugli introiti del canone (lo stesso che finanzia il bonus da 80 euro in busta paga) sono anche le due associazioni per i consumatori Federconsumatori e Adusbef. L’Usigrai, anche nel corso dell'incontro con il Direttore Generale Luigi Gubitosi del 7 maggio, chiarisce infatti la propria netta posizione di assoluta contrarietà agli art. 20 e 21 del decreto legge 66 del 2014, sul prelievo di 150 milioni previsto per quest’anno, specificando che "non intende in nessun modo discutere un piano industriale imposto di fatto da un atto illegittimo". Matteo Renzi, nell'annunciare il taglio da 150 milioni di euro per il 2014, ha consigliato all'azienda pubblica di vendere Rai Way e riorganizzare le sedi regionali. L’Usigrai ha quindi sollecitato e incalzato l’Azienda affinché reagisca presso tutte le sedi e con tutti gli strumenti a disposizione, compresi quelli giuridici, per contestare l’illegittimità formale e sostanziale di un provvedimento che rischia di mettere in ginocchio la Rai e l’indotto. Sarà invece il Veneto a fare da capofila tra le Regioni d’Italia per difendere l’informazione regionale della Rai e chiedere al governo di fare marcia indietro rispetto all’accorpamento delle attuali sedi regionali, come annunciato dal presidente del Consiglio Clodovaldo Ruffato, dai due vicepresidenti Matteo Toscani e Franco Bonfante e dai capigruppo (Lucio Tiozzo per il Pd, Federico Caner per la Lega e Pietrangelo Pettenò per Sinistra veneta, presente anche il consigliere Bruno Pigozzo) al termine dell’incontro del 7 maggio con i giornalisti della sede regionale della Rai di Venezia.

Per Federconsumatori e Adusbef il taglio da 150 milioni di euro non solo "metterebbe in ginocchio qualsiasi azienda" ma "rappresenta un colpo gravissimo al servizio pubblico radiotelevisivo". Le associazioni per i consumatori sottolineano che la Rai deve infatti "essere sempre più libera dai condizionamenti politici per offrire ai cittadini utenti il massimo delle garanzie di correttezza, oggettività e completezza dell’informazione". e se da una parte "la Rai deve fare tutti gli sforzi ancora necessari per tagliare gli sprechi e per contenere i costi", dall'altra il taglio da 150 milioni sugli introiti del canone, osservano Federconsumatori e Adusbef, "va in controtendenza", concludendo: "Il ricorso al taglio lineare a metà esercizio risospinge pericolosamente la Rai sotto un anacronistico stringente controllo dell’esecutivo che - è storicamente provato - di tutto è foriero tranne che di correttezza, oggettività e completezza dell’informazione".

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