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Stasera in tv, Rai3: a La tredicesima ora il primo sciopero contro il caporalato

"Sabato 25 luglio, alle 23.30 su Rai3, appuntamento con La tredicesima ora, il programma di Carlo Lucarelli. La storia di Yvan Sagnet è una di quelle storie che accadono vicino a noi e che invece sembrano appartenere ad un altro mondo. Yvan sceglie di dire no alla violenza e allo sfruttamento si ribella e organizza una protesta che porterà al primo grande sciopero di lavoratori stranieri, sfruttati dai caporali", si diffonde in un comunicato dalla tv pubblica.

"Sabato 25 luglio - riferiscono dalla tv pubblica -, alle 23.30 su Rai3, appuntamento con La tredicesima ora, il programma di Carlo Lucarelli. La storia di Yvan Sagnet è una di quelle storie che accadono vicino a noi e che invece sembrano appartenere ad un altro mondo."
"Yvan è un giovane di ventisei anni arrivato dal Camerun in Italia nel 2007 per iscriversi a ingegneria al Politecnico di Torino. Ha scelto il nostro Paese perché si è innamorato dell'Italia festosa che ha visto partecipare a quei Mondiali di calcio del '90 dove gioca anche la squadra nazionale del Camerun. Per mantenersi Yvan svolge dei lavori occasionali fino a quando con la crisi crescente - osserva di seguito la Rai -, nel 2011, non trova più niente. E allora da Torino si sposta in una masseria di Nardò, in Puglia, a raccogliere pomodori. E lì conosce uno dei lati peggiori del nostro Paese: la ferocia del caporalato."
Viene precisato dunque: "Uomini e donne costretti dalle dodici alle quindici ore di lavoro, pagati tre euro e cinquanta a cassone (quasi quattro quintali), botte, penali, condizioni di vita così degradanti da trasformare una vecchia masseria pugliese in un girone dell'inferno."
"Ma Yvan sceglie di dire no alla violenza e allo sfruttamento - si informa infine nella nota -, si ribella e organizza una protesta che porterà al primo grande sciopero di lavoratori stranieri, sfruttati dai caporali. Grazie a quello sciopero, all'interesse suscitato nella stampa, nelle istituzioni e nella magistratura si arriverà a una legge nazionale contro il caporalato. La storia di Yvan Sagnet è la concreta testimonianza che anche le realtà più terribili e umilianti per la dignità delle persone si possono cambiare. Yvan non solo è riuscito a laurearsi al Politecnico di Torino in ingegneria delle telecomunicazioni ma ora lavora per la Flai CGIL, dove si occupa proprio dei diritti dei lavoratori stranieri."

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