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Sindacati e consumatori diffidano governo a taglio Rai di 150 milioni

I sindacati Slc Cgil e Uilcom Uil, unitamente alle associazioni dei consumatori Federconsumatori e Adusbef hanno notificato una diffida al Ministro dello Sviluppo Economico che si pone l'obiettivo di bloccare il taglio ampiamente definito incostituzionale dei 150 milioni a carico della Rai.

Venerdì 6 giugno 2014 le Segreterie Nazionali Slc Cgil e Uilcom Uil, unitamente alle associazioni dei consumatori Federconsumatori e Adusbef hanno notificato una diffida ex art.3, decreto legislativo 20 dicembre 2009, n. 198 al Ministro dello Sviluppo Economico. "La diffida - annuncia una nota congiunta - che si pone l’obiettivo di bloccare il taglio ampiamente definito incostituzionale dei 150 milioni a carico della Rai, rappresenta l’atto formale con cui le organizzazioni sindacali, unitamente alle associazioni dei consumatori, agiscono legalmente nei confronti del Ministero". Sindacati ed associazioni in difesa dei consumatori spiegano infatti che il decreto legge n.66 del 2014, quello che mette 80 euro in busta baga a chi guadagna fino a 24mila euro, "rischia di peggiorare irreversibilmente gli standard qualitativi ed economici stabiliti dall’Agcom, mettendo in pericolo il rinnovo della concessione del Servizio Pubblico, nonché le prospettive occupazionali dei dipendenti Rai". "La diffida - prosegue il comunicato - è il primo atto del procedimento disciplinato denominato Ricorso per l’efficienza della P.A.. Si tratta di uno strumento normativo che consente agli utenti una tutela giurisdizionale specifica nei confronti delle pubbliche amministrazioni inadempienti. Trascorsi 90 giorni dalla ricezione della diffida e in caso di perdurante inerzia del Mise, sarà possibile proporre ricorso dinanzi al giudice amministrativo per violazione degli obblighi di corresponsione di quanto dovuto al servizio pubblico radiotelevisivo al fine di mantenere gli standard qualitativi concordati".

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