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Renzi: Rai tagli 150 milioni. Usigrai: è di dubbia legittimità

Nel presentare il decreto che finanzia gli 80 euro in più in busta paga per i dipendenti che guadagnano fino a 25mila euro, Matteo Renzi ha annunciato che la Rai dovrà contribuire attraverso una riduzione del trasferimento da parte dello Stato pari a 150 milioni per l'anno 2014. L'Usigrai chiarisce: "Rischia di avere un impatto pesante per l'azienda e l'occupazione, inoltre il taglio è di dubbia legittimità".

Nel presentare il decreto che finanzia gli 80 euro in più in busta paga per i dipendenti che guadagnano fino a 25mila euro, Matteo Renzi ha annunciato che la Rai dovrà contribuire attraverso una riduzione del trasferimento da parte dello Stato pari a 150 milioni per l’anno 2014. L'Usigrai (Unione sindacale dei giornalisti Rai), interviene attraverso un comunicato, chiarendo: "Il taglio di 150 milioni di euro per la Rai rischia di avere un impatto pesante per l’azienda e l’occupazione anche dell’indotto audiovisivo. - spiegando - Si tratta di un taglio netto lineare, di dubbia legittimità perché lede il principio di indipendenza economica dei Servizi pubblici dai governi, e fuori da qualunque discussione sullo sviluppo e il futuro". L'Usigrai aggiunge inoltre che il governo "impone un contributo preventivo alla Rai" ma non mette "in atto nessuna azione concreta per la lotta all’evasione, che già costa ai conti della Rai 500 milioni l’anno". In realtà, il governo Renzi ha già annunciato che prevede di inserire il canone Rai nella bolletta elettrica. Per far fronte al contributi di 150 milioni di euro, Matteo Renzi ha quindi consigliato alla Rai di mettere "in vendita Rai Way e riorganizzare le sedi regionali". "Ad aggravare la situazione l’ipotesi di vendita, seppur parziale, di RayWay. - prosegue la nota dell'Usigrai - Alienare le torri è una scelta strategica errata. E per di più introdurre questa ipotesi per legge, nei fatti mette la Rai in una posizione di debolezza, costringendola a una svendita". Il sindacato sottolinea invece che "l’ipotesi di una riorganizzazione delle sedi regionali è affermazione vaga: - chiarendo - ci opporremo a qualunque progetto che indebolisca la presenza della Rai sul territorio, che anzi andrebbe rafforzata proprio in prospettiva del rinnovo della Concessione del 2016".

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