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Rai: sospette tangenti per appalti tv da 38 milioni di euro. Finanza acquisisce 37 audit

La Rai ha consegnato circa 20 giorni fa alla Guardia di Finanza 37 audit dove sono elecante "tutte le irregolarità riscontrate nei contratti per la realizzazione di numerose trasmissioni di punta. Ma anche per la gestione degli acquisti e la scelta delle ditte esterne".

La Rai ha consegnato circa 20 giorni fa alla Guardia di Finanza, dietro ordine di esibizione, 37 audit su indagini condotte negli ultimi due anni dove sono elecante "tutte le irregolarità riscontrate nei contratti per la realizzazione di numerose trasmissioni di punta. Ma anche per la gestione degli acquisti e la scelta delle ditte esterne" come rivela il Corriere della Sera. Irregolarità dal valore di 38 milioni di euro, cioè di "provviste 'in nero' al centro dell'inchiesta sugli appalti della Rai che sarebbero stati truccati". In sostanza, spiega il Corriere.it, i vertici della Rai avevano "trovato alcune 'anomalie' anche gravi, ma avevano deciso di non segnalarle - come invece dovrebbe avvenire - alla magistratura". Tra le spese "anomale" presenti in questi dossier quelle "delle sedi regionali" ma anche per "Unomattina", "Lineaverde" ed il "Festival di Sanremo". In uno degli atti ispettivi interni, invece, l'ipotesi di una sorta "di 'cartello' di aziende esterne che avrebbero siglato un accordo illecito per spartirsi gli appalti per il montaggio di programmi tra i quali figurano 'Ballarò' e 'Virus' ". L'indagine è partita dopo aver iscritto sul registro degli indagati 44 persone, tra dirigenti Rai, La7, Infront. Uno degli indagati, infatti, starebbe svelando agli inquirenti tutti i dettagli sul "sistema" che assicurava l'aggiudicazione degli appalti.

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