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Rai Storia: stasera in tv il documentario "Da Hollywood a Norimberga"

"John Ford, George Stevens, Samuel Fuller. Tre grandi registi di Hollywood, ma soprattutto tre grandi testimoni della Storia. A loro si devono, infatti, le riprese della realtà della guerra e della liberazione dei campi di concentramento nazisti, una prova storica dei crimini della Seconda Guerra Mondiale. Tre ritratti al centro del documentario 'Da Hollywood a Norimberga. La guerra di John Ford, Samuel Fuller, George Stevens', in onda venerdì 14 agosto alle 22.30 su Rai Storia", viene scritto in un comunicato della tv di Stato.

"John Ford - divulga in una nota la tv di Stato -, George Stevens, Samuel Fuller. Tre grandi registi di Hollywood, ma soprattutto tre grandi testimoni della Storia. A loro si devono, infatti, le riprese della realtà della guerra e della liberazione dei campi di concentramento nazisti, una prova storica dei crimini della Seconda Guerra Mondiale. Tre ritratti al centro del documentario 'Da Hollywood a Norimberga. La guerra di John Ford, Samuel Fuller, George Stevens', in onda venerdì 14 agosto alle 22.30 su Rai Storia."
"Attraverso documenti rari - viene osservato inoltre -, come le lettere private e i filmati dagli archivi personali, 'Da Hollywood a Norimberga' racconta le esperienze dei tre registi durante e dopo il conflitto mondiale, il loro confronto con le atrocità naziste e il marchio che ha lasciato su di loro come artisti."
"George Stevens dirige l'Unità Numero Speciale durante la guerra sotto gli ordini del generale Eisenhower: fa il D-Day - si segnala quindi -, marcia attraverso la Francia e libera gli ebrei detenuti nel campo di concentramento di Dachau, in cui il regista riprende le condizioni disumane dei prigionieri."
"Durante la guerra, invece, John Ford è a capo del settore fotografico, nel quale ha modo di lavorare a due documentari da Oscar su Pearl Harbor e Midway. Ford usa anche le immagini di Stevens su Dachau per un film sulle atrocità naziste, poi utilizzato come prova al processo di Norimberga. A differenza di Ford e Stevens, infine, Samuel Fuller non è stato appositamente addestrato per il ruolo di documentarista di guerra. Figlio di immigrati ebrei dell'Europa orientale, Fuller si unisce alla fanteria nel 1942 e, su indicazione del suo capitano, gira la liberazione del campo di Falkenau con una macchina fotografica che sua madre gli aveva mandato. È stata la prima esperienza di ripresa di un uomo che ha continuato a essere un grande regista americano, e il cui film 'The Big Red One' riflette direttamente le sue esperienze di guerra" si illustra in ultimo nel comunicato.

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