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Rai Storia: stasera in tv il docu-film "Il sorriso del capo"

"I meccanismi della fabbrica del consenso dell'epoca fascista ricostruiti attraverso le immagini e i suoni originali custoditi dall'Archivio Luce. Così Marco Bechis e Gigi Riva hanno realizzato il docu-film 'Il sorriso del capo', presentato in anteprima al Festival del Cinema di Torino nel 2011, in onda mercoledì 1 luglio alle 21.30 su Rai Storia", si informa in un comunicato dalla tv pubblica.

"I meccanismi della fabbrica del consenso dell'epoca fascista ricostruiti attraverso le immagini e i suoni originali custoditi dall'Archivio Luce. Così Marco Bechis e Gigi Riva hanno realizzato il docu-film 'Il sorriso del capo' - viene riferito con una nota dalla tv pubblica di Stato -, presentato in anteprima al Festival del Cinema di Torino nel 2011, in onda mercoledì 1 luglio alle 21.30 su Rai Storia, ch. 54 del Digitale terreste e ch.23 Tivù Sat. per il ciclo 'Punti di vista'."
"L'intero film documenta la cura posta dal regime nel proporre e manovrare una complessa macchina del consenso, - si informa inoltre -, che non trascura nessun luogo e nessuno strumento di propaganda."
"La scuola - si precisa dunque -, anzitutto, e poi i media allora più popolari, la radio, i giornali e il cinema. Veicoli di miti attraenti perché 'comuni' alla 'gente comune'. La Famiglia, la Patria, la Nazione. Ma anche la Modernità. Riassunte, tutte insieme, nella persona del Capo. Lo sottolineano le immagini di un comizio tenuto dal Duce a Torino che scandisce i passaggi del film. Torino è capitale della rivoluzione industriale italiana, così come Mussolini è il padre della rivoluzione fascista e del Partito 'nuovo', per usare le sue parole. Più che arringare la folla, il Duce sembra dialogare con essa, assecondato dai gerarchi che lo affiancano sul palco."
Si osserva in aggiunta: "I documenti d'epoca, in gran parte inediti, sono accompagnati dalla voce narrante di Riccardo Bechis, padre del regista, che all'epoca era residente a Torino e rappresentava il borghese 'medio'."
"Bechis - si evidenzia infine nel comunicato -, di fronte alle immagini di esultanza popolare intorno al Duce nella piazza dove anch'egli era presente, commenta: 'A rivederlo oggi, quell'uomo, mi sembra Charlot. Eppure quasi mi vergogno ad ammettere che allora quelle parole mi avevano preso, convinto, commosso'."

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