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Rai Storia, stasera in tv 7 agosto: le donne della Grande Guerra scrivono "Ai cari soldati"

"Le donne di fronte alla guerra: quelle culturalmente consapevoli della borghesia, ma anche quelle del popolo, per le quali l'analfabetismo era un limite quasi invalicabile. E' un punto di vista inconsueto sul primo conflitto mondiale quello che Rai Cultura propone su Rai Storia venerdì 7 agosto alle 21.30 con il documentario di Francesco Conversano e Nene Grignaffini 'Ai cari soldati", viene diffuso in una nota della tv di Stato.

"Le donne di fronte alla guerra: quelle culturalmente consapevoli della borghesia, ma anche quelle del popolo, per le quali l'analfabetismo era un limite quasi invalicabile. E' un punto di vista inconsueto sul primo conflitto mondiale quello che Rai Cultura propone su Rai Storia venerdì 7 agosto alle 21.30 con il documentario di Francesco Conversano e Nene Grignaffini 'Ai cari soldati. Storie di donne nella Grande Guerra' " riferisce con una nota la tv pubblica di Stato.
"Una storia in tre capitoli distinti che - attraverso documenti d'epoca e testimonianze giornalistiche - parlano delle difficoltà del mondo femminile davanti al conflitto, ma anche della grande metamorfosi sociale e culturale delle donne, improvvisamente chiamate a rivestire un ruolo di primo piano, tra campi e fabbriche, se non addirittura in prima linea" si prosegue.
"Si comincia con le 'Donne al fronte' - si continua in conclusione -, partendo dalla vicenda di Stefania Tori, corrispondente di guerra e organizzatrice di comitati di assistenza. Un capitolo che ripercorre la storia delle donne impegnate politicamente e socialmente nella guerra, come Margherita Sarfatti a Amelia Rosseili, senza dimenticare figure come quella dl Anna Kuliscioff. Dalla borghesia al popolo con 'Al lavoro, al lavoro', che prende spunto dalla vicenda delle portatrici carsiche che scelgono il fronte e si fanno carico di rifornire i combattenti di armi e cibo. Un simbolo del variegato 'fronte interno' di donne impegnato nei campi e nelle fabbriche con mansioni inedite, o semplicemente catapultate in una realtà emotiva nuova dove esse sono, insieme, vittime e protagoniste di uno scenario sociale rivoluzionato dalla guerra. Ultimo capitolo è quello di 'Lutto e nazione'. La contessa Lina Cavazza, Fondatrice dell'Ufficio notizie, è lo spunto per parlare della dimensione dl massa del lutto e di come le donne italiane cercarono dl elaborarlo. La Cavazza, come Anna Franchi a Milano, furono donne impegnate a tessere reti dl collegamento tra fronte militare e fronte interno nella consapevolezza che la perdita temporanea o definitiva dl padri e mariti avrebbe aperto nella società ferite profondissime. Ma molte altre donne tentarono di dare un senso al vuoto che la morte o la disabilità dei combattenti avrebbe creato nel tessuto familiare."

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