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Rai Storia seconda serata oggi 15 dicembre: la vita dell'armatore Achille Lauro

"Un'avventurosa ed epica altalena di conquiste e disfatte: la vita dell'armatore sorrentino Achille Lauro, fondatore della Flotta Lauro. Un personaggio dai contorni leggendari, raccontato dal film 'Lo sposo di Napoli', diretto da Giogiò Fanchini che Rai Cultura propone martedì 15 dicembre alle 22.00 su Rai Storia, per la serie 'Italiani', con Paolo Mieli", divulga in una nota la tv pubblica.

"Un'avventurosa ed epica altalena di conquiste e disfatte: la vita dell'armatore sorrentino Achille Lauro - scrive in una nota la tv pubblica -, fondatore della Flotta Lauro. Un personaggio dai contorni leggendari, raccontato dal film 'Lo sposo di Napoli', diretto da Giogiò Fanchini che Rai Cultura propone martedì 15 dicembre alle 22.00 su Rai Storia, per la serie 'Italiani', con Paolo Mieli. Achille Lauro è un giovane outsider dalla durissima formazione che da Piano di Sorrento 'aggredisce' la provincia costruendo con spregiudicatezza ed ingegno un vero e proprio impero finanziario."
"Un imprenditore dunque - si prosegue di seguito -, ma anche un politico, magnate dell'informazione, manager sportivo: innovatore quando coinvolge in partecipazione societaria i propri dipendenti, comunicatore quando costruisce le proprie 'macchine' di propaganda elettorale, sperimentatore quando fonda la prima tv privata d'Europa, spregiudicato precursore quando acquista il calciatore Hasse Jeppson per l'esorbitante cifra di 105 milioni di lire. Una figura che - a cavallo tra l'800 ed il '900 - domina e anima una città, Napoli, scenario di un passato spregiudicato e contraddittorio in cui prende forma il romanzo di colui che la Città stessa riconobbe quale suo sposo."
"Il film è racconto cinematografico che si snoda in un gioco di rimandi temporali scandito da interviste (il politico Abdon Alinovi, il calciatore Bruno Pesaola, il giornalista Aldo De Francesco, il Comandante della flotta Lauro Gerardo De Rosa, gli scrittori Antonio Ghirelli e Raffaele La Capria, l'urbanista Massimo Rosi), materiali di repertorio (dall'archivio storico di Cinecittà Luce e Teche Rai) e memorie di coloro che ne hanno condiviso la dimensione più intima e umana" viene divulgato in ultimo nel comunicato.

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