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Rai Storia, a.C.d.C. 17 settembre: l'impero ottomano e l'esercito dell'Islam

"Doppio appuntamento con a.C.d.C., il programma di Rai Cultura in onda giovedì 17 settembre alle 21.30 su Rai Storia. Il professor Alessandro Barbero comincia con le imprese del generale Albrecht von Wallenstein nella Guerra dei Trent'Anni e prosegue con l'impero ottomano e 'l'esercito dell'Islam' ", si informa in un comunicato dalla tv pubblica.

"Il ritratto di un grande generale e un viaggio nell'Impero Ottomano: doppio appuntamento con a.C.d.C., il programma di Rai Cultura in onda giovedì 17 settembre alle 21.30 su Rai Storia. - comunica la tv di Stato - Il professor Alessandro Barbero comincia con le imprese del generale Albrecht von Wallenstein nella Guerra dei Trent'Anni, la feroce guerra di religione che vede opposti cattolici e protestanti all'inizio del XVII secolo."
"I tedeschi sono uniti da un destino comune e le loro terre diventano il campo di battaglia di una guerra devastante che coinvolgerà le principali potenze europee dell'epoca e costerà milioni di vite umane" si prosegue.
"Il generale Wallenstein - si spiega poi -, per metà tedesco e per metà boemo, deve sconfiggere i sostenitori di Lutero per conto dell'Imperatore Ferdinando II. Ma Wallenstein non è solo un militare, è anche un imprenditore specializzato in una fornitura particolare: i soldati. La Guerra dei Trent'Anni oltre a essere l'ultima guerra di religione in Europa, sarà anche l'ultima combattuta da eserciti di mercenari, anziché dagli eserciti permanenti. Alle 22.30 Alessandro Barbero racconta, invece, l'impero ottomano, la grande potenza che dalla fine del Medioevo e fino alla Prima Guerra Mondiale ha unificato gran parte del mondo musulmano. L'impero ottomano è l'impero islamico per eccellenza: nei documenti ufficiali l'esercito del sultano viene definito 'l'esercito dell'Islam', la flotta è 'la flotta musulmana'. È abitato per metà da cristiani, che mantengono i loro riti e le loro chiese, con un clero organizzato, che prega per le vittorie del sultano. Il patriarca greco di Costantinopoli è considerato come un pascià del governo."
"Il sultano non porta solo questo titolo - si dà notizia infine -, che è arabo e indica il potere sovrano, non porta solo il titolo di califfo, cioè successore del Profeta; non porta solo il titolo di khan, che è l'unico davvero turco, ereditato dai tempi delle steppe. Ma da quando ha conquistato Costantinopoli, il sultano si fregia anche del titolo di Cesare: kaysar i-Rum, imperatore di Roma. Il sultano si considera pertanto l'erede dell'impero romano."

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