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Rai Storia, Italiani 20 ottobre: la mente di Rita Levi Montalcini

"Rita Levi Montalcini, prima donna italiana Nobel per la medicina e senatrice a vita, alla quale 'Italiani', il programma di Rai Cultura con Paolo Mieli, dedica il documentario di Brigida Gullo 'Io sono la mente' in onda martedì 20 ottobre alle 21.30 su Rai Storia", viene rivelato in un comunicato della tv di Stato.

"Nella sua ultima intervista sul web, alla soglia dei 101 anni, aveva detto: 'il corpo faccia quel che vuole, io sono la mente'. Parole che raccontano la fiducia nell'intelletto e l'ottimismo di Rita Levi Montalcini, prima donna italiana Nobel per la medicina e senatrice a vita, alla quale 'Italiani', il programma di Rai Cultura con Paolo Mieli, dedica il documentario di Brigida Gullo 'Io sono la mente' in onda martedì 20 ottobre alle 21.30 su Rai Storia" rende noto tv pubblica.
Viene sottolineato inoltre: "Il documentario ripercorre le tappe e i traguardi più importanti nella vita della scienziata culminati nell'assegnazione del premio Nobel per la medicina, ottenuto, il 10 dicembre 1986, insieme al biochimico Stanley Cohen, grazie alla scoperta della proteina del fattore di crescita del sistema nervoso. Un percorso lungo e tortuoso che inizia con l'infanzia trascorsa nella splendida Torino dei primi del Novecento e che svela i rapporti di affetto di Rita Levi Montalcini, in particolare il rapporto con la sorella gemella Paola, artista affermata e rivoluzionaria. Ma anche l'amicizia con illustri scienziati conosciuti durante il soggiorno alla Washington University di Saint Louis nel Missouri e la gioia nel rivedere i suoi familiari e i più stretti collaboratori al suo ritorno, negli anni '60 in Italia."
"Ad arricchire il racconto - si segnala infine -, le immagini di repertorio della Washington University, l'università americana nella quale ha insegnato e fatto le scoperte più sensazionali, le lettere colme di tenerezza e nostalgia inviate alla sorella e alla madre dagli Stati Uniti, la preziosa testimonianza della nipote, Piera Levi Montalcini che ricorda: 'Mio padre, ancora in età adulta, chiamava le zie, Rita e Paola, le bimbe e definiva zia Rita sensibilissima, fragilissima, resistentissima'. Il messaggio più rivoluzionario che Rita Levi Montalcini ha voluto lasciare alle future generazioni, così come è evidente anche nelle sue ultime interviste, è quello di fare affidamento al capitale umano, credere nelle proprie capacità e assicurare alle donne, specialmente nei Paesi in via di sviluppo il diritto all'istruzione."

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