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Rai Storia, Diario Civile: stasera in tv 7 settembre la battaglia di don Diana

"Il 19 marzo 1994 viene ucciso Don Giuseppe Diana, parroco di Casal di Principe. Un personaggio al quale Rai Cultura dedica il documentario di Alessandro Chiappetta 'Non tacerò, la storia di don Peppe Diana', in onda lunedì 7 settembre alle 22.30 su Rai Storia per 'Diario Civile' ", si apprende dalla tv di Stato.

"Il 19 marzo 1994 viene ucciso Don Giuseppe Diana - viene spiegato in una nota dalla tv pubblica -, parroco di Casal di Principe. Negli anni la sua figura è diventata un'icona non soltanto per la Chiesa ma per tutto il territorio casertano, per molto tempo regno incontrastato del clan dei Casalesi. Un personaggio al quale Rai Cultura dedica il documentario di Alessandro Chiappetta 'Non tacerò, la storia di don Peppe Diana', in onda lunedì 7 settembre alle 22.30 su Rai Storia per 'Diario Civile', con un'introduzione del Procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti."
"La storia di Don Diana, come quella di Don Puglisi a Palermo, è la chiave per raccontare la camorra casalese, l'evoluzione e la sconfitta culminata nel processo Spartacus nel 2004. Ma anche per scoprire storie più nascoste su di lui e su chi lo ha conosciuto, come Roberto Saviano che ha più volte parlato del suo rapporto col sacerdote la cui vicenda avrebbe ispirato il pentimento di alcuni camorristi" si prosegue.
"Il documentario racconta la vicenda umana del sacerdote e il contesto in cui ha operato - si rileva ancora -, anche attraverso la lettura di 'Per amore del mio popolo non tacerò', la lettera pubblica che Don Diana scrisse con i parroci della zona contro la camorra, nel 1991, e che è diventata il suo testamento spirituale e il manifesto del suo impegno per la legalità."
"L'eredità del sacerdote è - si espone infine nel comunicato -, oggi, nel lavoro di Libera, che nelle terre confiscate ai clan nel casertano, opera con cooperative agricole che promuovono i prodotti tipici del luogo nel nome di Don Diana. A ricostruire la vicenda, inoltre, i familiari e gli amici del sacerdote, giornalisti ed esperti di camorra, oltre ai giudici Franco Roberti, Francesco Curcio e Raffaele Cantone."

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