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Rai Storia, Diario Civile 30 settembre: Mauro Rostagno, il giornalista vestito di bianco

"Quando è stato ucciso, il 26 settembre 1988, aveva quarantasei anni e molte vite alle spalle. L'ultima, la più intensa, Mauro Rostagno la vive a Trapani. Lo racconta il documentario 'Mauro Rostagno, il giornalista vestito di bianco' realizzato da Antonio Carbone per il ciclo 'Diario Civile', in onda mercoledì 30 settembre alle 21.30 su Rai Storia", riportano in una nota dalla tv pubblica di Stato.

"Quando è stato ucciso, il 26 settembre 1988, aveva quarantasei anni e molte vite alle spalle. L'ultima, la più intensa, Mauro Rostagno la vive a Trapani. Lo racconta il documentario 'Mauro Rostagno, il giornalista vestito di bianco' realizzato da Antonio Carbone per il ciclo 'Diario Civile', in onda mercoledì 30 settembre alle 21.30 su Rai Storia, con un'introduzione del Procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti" illustra in una nota la tv di Stato.
"Nel capoluogo siciliano Rostagno arriva dopo un percorso travagliato: leader con Renato Curcio del '68 a Trento - si sottolinea -, fondatore di Lotta Continua con Adriano Sofri, animatore del centro culturale milanese, Macondo, punto di ritrovo di molti delusi dalla politica. Poi, la scoperta delle filosofie orientali, il viaggio in India con la compagna, Chicca Roveri, la figlia Maddalena e l'amico Francesco Cardella. Infine l'ultimo approdo in Sicilia, a Lenzi, in provincia di Trapani, per dar vita a una comunità di arancioni, la Saman, che si trasforma in una comunità per il recupero dei tossicodipendenti. 'Sperimentava nuove vite, ma le cambiava solo quando quest'esperienza la riteneva conclusa…' racconta la sorella Carla che nel corso di questi anni, quando le indagini erano a un passo dall'archiviazione, ha contribuito a tenere sempre alta la tensione sull'omicidio. Ma l'impegno di Rostagno non si arresta: gli basta partecipare a una trasmissione di una piccola televisione locale, 'RTC', per capire la forza di questo mezzo. E così si reinventa giornalista, la sua passione di sempre, e dagli schermi di 'RTC' inizia a denunciare le collusioni tra la mafia e la politica locale. La sua trasmissione segue, per esempio, tutte le udienze del processo per l'omicidio del sindaco di Castelvetrano Vito Lipari, nel quale erano imputati i boss mafiosi Nitto Santapaola e Mariano Agate."
"Ma quanto di queste trame oscure aveva intuito Mauro Rostagno? E' stato vittima di un omicidio preventivo per quello che di lì a poco si apprestava a rivelare? Che cosa conteneva la videocassetta con la scritta 'Non toccare' che conservava sulla scrivania e che dopo la sua morte è scomparsa? Di sicuro - viene annotato dunque -, sono in molti a testimoniarlo, negli ultimi mesi della sua vita aveva scoperto qualcosa di molto importante."
"'Quella videocassetta io me la ricordo benissimo era sul suo tavolo accanto alla foto della figlia'. A distanza di 27 anni - si segnala poi -, Gianni Di Malta - il cameraman di 'RTC' che ha lavorato con Rostagno fino alla fine - non ha dubbi sull'esistenza di questa cassetta. Anche le motivazioni della sentenza hanno ipotizzato che quella cassetta potesse contenere l'ultimo scoop del giornalista vestito di bianco."
"'Sono sempre stato convinto che non fu un omicidio solo mafia' dichiara ex Procuratore aggiunto Antonio Ingroia che ha istruito il processo - si dà notizia al termine del comunicato -, lasciando intravedere uno scenario più complesso, in cui diversi depistaggi hanno contribuito a evitare si facesse piena luce su questo omicidio."

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