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Rai 5 seconda serara 10 dicembre: Lo stato dell'arte di previsioni e sondaggi

"Un tempo per le previsioni ci affidavamo agli indovini. Ma, da meno di un secolo, sono entrate in scena metodologie alternative: le statistiche e i sondaggi. A 'Lo stato dell'arte', il programma di Rai Cultura, in onda giovedì 10 dicembre alle 23.15 su Rai5, il filosofo Maurizio Ferraris ne parla con Giuseppe Roma, senior advisor della Fondazione Censis e Roberto Weber, cofondatore dell'istituto Ixè", divulgano in un comunicato dalla Rai.

"Un tempo per le previsioni ci affidavamo agli indovini. Ma - segnala in una nota la Rai -, da meno di un secolo, sono entrate in scena metodologie alternative: le statistiche e i sondaggi. Le prime poggiano sui numeri, le seconde sulla rappresentatività di gruppi di individui. Entrambe, però, possono sbagliare, non meno clamorosamente degli antichi vaticini."
"Quanto dobbiamo crederci, dunque? C'è davvero progresso? O c'è continuità, nata dall'eterno bisogno umano di dominare il futuro? - continua ancora la tv pubblica - A 'Lo stato dell'arte', il programma di Rai Cultura, in onda giovedì 10 dicembre alle 23.15 su Rai5, il filosofo Maurizio Ferraris ne parla con Giuseppe Roma, senior advisor della Fondazione Censis e Roberto Weber, cofondatore dell'istituto Ixè."
Si puntalizza in aggiunta: "Per Roma, i dati sono uno strumento essenziale per misurare i fenomeni e orientare le scelte di diversi soggetti, ma bisogna maneggiarli con cura perché potrebbero rilevarsi fonte di manipolazione e mistificazione. I fenomeni economici e i comportamenti sociali sono soggetti a una pluralità di variabili, mentre i modelli statistici e le teorie cui si ispirano, presuppongono una realtà più semplificata. Per questo è difficile fare previsioni. E' importante individuare gli obiettivi connessi all'elaborazione dei dati e agli scenari di previsione in modo da costruire anche interpretazioni critiche. Di diverso avviso Roberto Weber, secondo cui i sondaggi sono il buco della serratura attraverso il quale si guarda all'immediato domani, e sono un buon termometro della temperatura del Paese."
"In nove casi su dieci - quando è possibile una verifica ex-post - i sondaggi e le ricerche si rivelano sostanzialmente attendibili-, molto di più di quanto lo siano le previsioni economiche, come quelle legate agli andamenti finanziari o al Pil. Premettendo comunque – secondo Weberr – che dipende da chi li usa, perché li usa e come li usa, i sondaggi consentono di capire se e quando il 're è nudo' " si espone in ultimo.

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