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Monti: Rai? Ci penso tra poche settimane. Sarà una "Fotteria Italia"?

Mario Monti rassicura Fabio Fazio (qualcuno forse l'ha interpretata come una minaccia" che tra "qualche settimana" penserà anche alla Rai, visto che finora non è stata una sua priorità. Nonostante i lavoratori della tv pubblica continuino a protestae, ignorati persino dalla televisione.

Se qualcuno pensava che l'aumento di un euro e 50 del canone Rai fosse l'unica novità per il 2012 si sbagliava di grosso. Ad annunciare che il governo ha infatti in mente qualcosa per rendere, probabilmente, più "equa" mamma Rai è lo stesso Mario Monti intervistato da Fabio Fazio a "Che tempo che fa". "La Rai - spiega Monti rispondendo ad una domanda sulla tv pubblica - non è venuta come urgenza numero uno nella mia attività perché ci sono incombenze molto più urgenti", anticipando però (che a seconda dell'interpretazione può suonare come una rassicurazione o come una minaccia): "Mi dia qualche settimana e lei vedrà". Nel frattempo quello che avrebbero dovuto vedere gli italiani (ma che i media non hanno riportato) è l'ennesima protesta dei lavoratori della Rai. Dopo lo sciopero generale indetto il 22 dicembre scorso per protestare "contro le scelte presenti nel Piano di ridimensionamento deliberato dal Consiglio di Amministrazione su proposta del Direttore Generale, Lorenza Lei" e "contro la finanziaria che, ancora una volta, colpisce i più deboli e coloro che hanno sempre contribuito" (leggi il comunicato diffuso dal blog "La Rai siamo noi" http://is.gd/2kwKoz), il 6 gennaio vi è stato un presidio davanti alla sede Dear (Roma) in occasione della diretta de "La prova del cuoco - Speciale lotteria Italia". Come recita il volantino diffuso (visibile sempre sul blog "La Rai siamo noi" al link http://is.gd/5d7p2D), il presidio ha colto l'occasione per ribattezzare l'evento "Fotteria Italia - Vincono pochi, perdono tutti", elencando gli "unici premi di risultato" che spettano ai lavoratori Rai: I estratto: svendita torri di trasmissione; II estratto: licenziamento 40 dipendenti Racorp; III estratto: chiusura Rai internazionale; IV estratto: taglio 70% riprese esterne; V estratto: ricollocamento 560 dipendenti; VI estratto: euro 350 milioni di debito; VII estratto: mancato rinnovo contrattuale. I lavoratori che protestavano il 6 gennaio davanti agli studi Dear di Roma sottolineano quindi: "Noi non pagheremo la malagestione dei nostri dirigenti!!! Non siamo disposti ad ulteriori sacrifici economici e non vogliamo più essere complici di una politica clientelare che massacra il servizio pubblico!!!" ricordando che "la Rai è dei cittadini" e che quindi bisogna "liberarla". Ma tanto, tra "qualche settimana" ci penserà Mario Monti.

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