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Il Trono di spade, Freccero: brutalità e sessualità fa parte della diegesi

Rimane inascoltata la richiesta dell'Aiart di "sospendere immediatamente" il programma "Il Trono di spade" in onda su Rai 4, nonostante l'associazione denunci come sia "volgare, pornografico con insistite scene di violenza e di sesso". Carlo Freccero risponde: brutalità e sessualità fa parte di diegesi. E' Tv di Qualità.

Rimane inascoltata la richiesta dell'Aiart (Associazione Italiana Ascoltatori Radio e Televisione, Onlus fondata nel 1954 per iniziativa dell'Azione Cattolica) di "sospendere immediatamente" il programma "Il Trono di spade", in onda su Rai 4 alle ore 21:00 di giovedi, come da richiesta inviata direttamente al Direttore Generale della Rai Luigi Gubitosi. Il direttore di Rai 4, Carlo Freccero, risponde infatti in una nota che "senza le situazioni criticate da Aiart, il senso di pericolo e la descrizione delle pulsioni dei protagonisti verrebbero a mancare, falsando completamente il ritratto, fantastico ma verosimile di uno spietato gioco di corte pseudo-medievale", affermando che "la brutalità e la sessualità del Trono di spade non hanno però lo scopo di titillare o traviare il pubblico, ma di trattare il mondo diegetico con il realismo imposto dal racconto in modo relativamente inedito per il genere fantasy". Per la sua "diegesi", quindi, "Il Trono di spade" sembra dover essere per forza "volgare, pornografico con insistite scene di violenza e di sesso", come denuncia la Aiart, sottolineando come "quasi gli autori fossero impegnati ad ottenere l'oscar della depravazione". Carlo Freccero replica che "in realtà gli autori si sono impegnati non solo a ottenere ampi riscontri di pubblico, ma pure a guadagnare o a concorrere fino alle fasi finali, dei principali premi della TV Americana e fantastica", ricordando inoltre come "vari studiosi gli hanno dedicato pubblicazioni filosofiche" tanto che "Il Trono di spade" sarebbe "universalmente riconosciuta come uno dei vertici assoluti della Tv di Qualità". E forse il problema principale risiede proprio nel concetto di "Tv di Qualità", in quanto questo parametro sia mutato nel tempo e come sia cambiata l'attenzione nei palinsesti, anche del servizio pubblico, nei confronti dei bambini, perché non basta mettere un "bollino rosso" per evitare che un minore venga travolto dalla "brutalità e la sessualità" di un programma in prima serata.

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