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Il Tempo e la Storia 16 novembre: la cruenta battaglia di Verdun

"E' stata definita la più cruenta e drammatica battaglia della Prima Guerra mondiale, un vero e proprio 'tritacarne' dove persero la vita, nel giro di 10 mesi, più di settecentomila soldati, tra francesi e tedeschi. E' la battaglia di Verdun, raccontata a 'Il Tempo e la Storia' in onda lunedì 16 novembre alle 13.10 su Rai3 e alle 20.50 su Rai Storia", apre con un comunicato la Rai.

"E' stata definita la più cruenta e drammatica battaglia della Prima Guerra mondiale - spiega in un comunicato la tv pubblica -, un vero e proprio 'tritacarne' dove persero la vita, nel giro di 10 mesi, più di settecentomila soldati, tra francesi e tedeschi. E' la battaglia di Verdun che il professor Gilles Pecout ricostruisce con Massimo Bernardini a 'Il Tempo e la Storia', il programma di Rai Cultura, in onda lunedì 16 novembre alle 13.10 su Rai3 e alle 20.50 su Rai Storia. Verdun è una cittadina- roccaforte a duecento chilometri da Parigi: la conquista della città avrebbe spalancato ai tedeschi le porte di ingresso alla Capitale. La 'battaglia del secolo', come venne definita, fu una carneficina di dimensioni mai viste: centinaia di migliaia di morti provocati in buona parte dalla forza distruttrice dell'artiglieria e dall'uso dei gas asfissianti."
"Un vero e proprio inferno, diventato poi una sorta di sacra leggenda nazionale per i francesi, sinonimo di sofferenza, forza e eroismo. In primo piano, tre date: il 21 febbraio 1916, quando - dopo otto ore di bombardamento da parte dei Tedeschi - sulle linee francesi cala il silenzio e le pattuglie del Reich escono allo scoperto per prendere possesso delle trincee nemiche; il 15 dicembre 1916, data della fine della battaglia, in cui i Francesi riconquistano il terreno precedentemente preso dai tedeschi dando un duro colpo alle loro speranze di vittoria; e il 22 settembre 1984, quando il presidente francese Mitterrand e il cancelliere tedesco Kohl visitano il grande cimitero militare di Douaumont, accanto a Verdun, per sigillare per sempre l'amicizia Franco-Tedesca" si ragguaglia in conclusione della nota.

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