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Canone Rai, governo: da gennaio 2015 in bolletta. Anche senza tv o computer

Il presidente dell'Autorità per l'Energia ha già dichiarato che "immaginare l'esazione del canone Rai all'interno della bolletta elettrica sarebbe abbastanza improprio". Nonostante questo, il governo Renzi vuole inserire la norma nella legge di stabilità 2015, per far pagare il canone Rai nella bolletta della luce perché ormai "la tassa in base al possesso del televisore ed è una norma anacronistica".

Il presidente dell’Autorità per l'energia, Guido Bortoni, ha già dichiarato che "immaginare l’esazione del canone Rai all’interno della bolletta elettrica sarebbe abbastanza improprio" perché, spiega: "Nella bolletta dell’energia elettrica c’è già una voce di esazione che riguarda gli oneri generali di sistema e che è nell’interesse generale del consumatore elettrico. - chiarendo - Non credo che il canone Rai possa essere qualificato come di interesse per il consumatore elettrico". Nonostante questo, il sottosegretario allo Sviluppo Economico Antonello Giacomelli, durante la trasmissione "24 Mattino" di Alessandro Milan su Radio 24, afferma: "Chi dovrà pagare il canone? Chi possiede un contratto di fornitura elettrica". In realtà, messa in questo modo, non si comprende bene perché l'imposta viene presentata ancora come canone Rai, visto che l'utilizzo della televisione a questo punto sembra centrare poco o niente. Ed infatti Giacomelli afferma: "La norma prevede la tassa in base al possesso del televisore ed è una norma anacronistica. - aggiungendo - Se il canone rimanesse legato a quel concetto dovrei dire 'il possesso di un apparecchio televisivo, oppure di un pc, oppure di un tablet, oppure di uno smartphone, oppure di ogni altro device atto a ricevere il segnale'. Vuol dire fare una norma con prescrizioni molto ampie e molto dure ma sostanzialmente inapplicabile, in altre parole prendere in giro e continuare a consentire l'evasione". Quindi, seguendo il ragionamento di Giacomelli, il governo Renzi sembra intenzionato ad applicare "semplicemente" una nuova tassa, per di più legata al mero utilizzo della corrente elettrica. Giacomelli infatti spiega: "Noi identifichiamo l'elemento unificante, che è l'alimentazione dei diversi device e quindi, il contratto di fornitura elettrica". Per Giacomelli, quindi, il solo fatto di avere l'elettricità equivale a posserere un televisore et similia. Unica apertura del sottosegretario allo Sviluppo Economico è il fatto che "sulla seconda casa è escluso" che il proprietario pagherà un doppio "canone Rai", ma non esclude che l'imposta possa essere anche calcolata in base all'Irpef, anche se per Giacomelli tale possibilità appare troppo "complessa e farraginosa". Molto più semplice, infatti, far pagare lo stesso importo a ricchi e poveri, solo perché possiedono una utenza elettrica. Peccato però che in base alla Costituzione, come già da tempo fanno notare diverse associazioni dei consumatori, le tasse devono avere un carattere progressivo in base al reddito, e anche il nuovo canone Rai (a cui però bisognerebbe cambiare nome) dovrebbe sottostare a tale norma, soprattutto ora che non sembra più essere pensato sul mero possesso di un apparecchio tv. Nonostante le tante incognite, e i possibili ricorsi, Giacomelli annuncia però che il governo vuole fare presto, precisando che verrà presentato in Senato dall'esecutivo "un emendamento alla legge di stabilità per inserire questa norma con l'intenzione di renderlo effettivo già da gennaio 2015".

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