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Canone Rai 2016 in bolletta: Bruce Willis protesterebbe

Il canone Rai 2016 in bolletta si pagherebbe solo sulla prima casa e non sulla seconda casa. Non chiari però i dettagli per le eventuali esenzioni del canone Rai per i figli con residenza nella seconda casa, oppure per esempio in comodato o affitto. Inoltre, la norma del canone Rai in bolletta prevede il pagamento della tassa anche per il possesso di smartphone e tablet. Ma con il digital divide Bruce Willis protesterebbe.

"Noi non inciteremo mai all'evasione fiscale, ma il canone Rai andrebbe pagato solo da chi davvero vede la Rai" afferma Luca Borgomeo, presidente dell'associazione di telespettatori cattolici Aiart, commentando la decisione del governo di inserire il canone della tv pubblica in bolletta. Stando alle ultime indiscrezioni, nella legge di stabilità 2016 si prevederebbe la possibilità di pagare il canone Rai di 100 euro in 6 rate da 16,6 euro. Da quanto si apprende, il canone Rai si pagherebbe solamente sulla prima casa e non sulla seconda casa. Bisogna però ancora capire se il Ministero dello Sviluppo, che dovrà inserire tutti i dettagli nella nuova norma in un decreto ministeriale da varare entro 45 giorni dall'entrata in vigore della legge di stabilità, eviterà o meno di far pagare il canone Rai in bolletta ai figli per esempio che hanno la residenza nella seconda casa dei genitori oppure alle persone che hanno un contratto di affitto o comodato. Poiché si vuole confermare il fatto che il canone Rai sia una tassa di possesso, per arginare il problema dei televisori di proprietà altrui il governo ha pensato bene di attualizzare l'imposta prevedendo il pagamento anche se si possiede un device come smartphone, tablet e Pc, con cui si può vedere la Rai. L'esecutivo però non calcola che la Rai in streaming si può vedere solo se connessi ad internet. A questo punto, il Ministero dello Sviluppo dovrebbe prevedere delle esenzioni per quegli utenti colpiti dal digital divide. Senza fibra ottica e 4G, infatti, anche volendo appare perlomeno stressante vedere la Rai in streaming, e per capirlo basta rammentare l'espressione di Bruce Willis quando non riesce a vedere i suoi film sullo smartphone.
L'Aiart chiede quindi al governo di cambiare "la natura del canone Rai, che non deve essere più una tassa di possesso". "Solo chi vede la Rai deve pagare il canone e dunque la dirigenza Rai si deve adoperare per far pagare questa imposta solo a chi realmente usufruisce del servizio pubblico" prosegue Borgomeo, concludendo: "Metterlo in bolletta è un vero sopruso, che tantissimi italiani vedono come un'operazione ingiusta. Renzi, che è sempre molto sensibile agli umori degli italiani, dovrebbe averlo capito".

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