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A "Il giorno e la storia" il congresso di Vienna e l'assassinio dei fratelli Rosselli

"Duecento anni fa, il 9 giugno 1815, viene firmato l'atto finale del congresso di Vienna. Ne parla Roberto Papetti, direttore del 'Gazzettino', ospite di 'Il giorno e la storia', cronache, fatti e protagonisti del giorno - in onda martedì 9 giugno alle 00.40, e in replica alle 08:30, alle 11.30, alle 14.00 e alle 20:30, su Rai Storia", espongono dalla tv pubblica.

"Duecento anni fa - diffonde in una nota la tv pubblica -, il 9 giugno 1815, viene firmato l'atto finale del congresso di Vienna. Ne parla Roberto Papetti, direttore del 'Gazzettino', ospite di 'Il giorno e la storia', cronache, fatti e protagonisti del giorno - in onda martedì 9 giugno alle 00.40, e in replica alle 08:30, alle 11.30, alle 14.00 e alle 20:30, su Rai Storia, ch. 54 del Digitale Terrestre e ch. 23 Tivù Sat."
"Nel 1815 - si annota inoltre -, i rappresentanti delle maggiori potenze europee, vittoriose su Napoleone, si riuniscono a Vienna per cancellare l'eredità della rivoluzione francese e del periodo napoleonico e restaurare i valori dell''ancien régime'."
"Le basi su cui si fonda l'accordo sono due: il principio di 'legittimità', in forza del quale su ogni trono deve tornare il legittimo sovrano, e il principio di 'equilibrio', che prevede per vari Stati una grandezza territoriale tale da favorire una pace europea duratura" si prosegue.
"In questa puntata - si illustra al termine del comunicato -, anche il un ricordo dell'assassinio dei fratelli Rosselli. È il 9 giugno 1937 e a Bagnoles-de-l'Orne i fratelli Carlo e Nello Rosselli vengono assassinati da uomini della Cagoule, un'organizzazione terroristica francese di ispirazione fascista, molto probabilmente su mandato dei servizi segreti italiani. Teorici di un socialismo liberale che rifiuta il marxismo e s'ispira in parte al laburismo inglese, i Rosselli sono dissidenti fin dal 1922. Assieme danno vita al foglio clandestino 'Non Mollare', cui collaborano anche Ernesto Rossi, Piero Calamandrei e Gaetano Salvemini. Nel 1929 Carlo riesce a fuggire dal confino di Lipari e a rifugiarsi in Francia. A Parigi, con altri antifascisti fuorusciti, fonda il movimento 'Giustizia e Libertà'."

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