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L'egemonia degli stati Uniti dopo la Grande Guerra: 31 agosto Rai Storia

'La grande guerra' di Hombert Bianchi, in onda mercoledì 31 agosto su Rai Storia.

"Il 1918 è l'anno in cui si conclude il primo conflitto mondiale. La guerra - si espone in una nota dalla Rai -, scoppiata quattro anni prima per una contesa all'apparenza locale, si è trasformata in uno scontro tra due compositi blocchi per l'egemonia nel continente europeo."
"Tutti i contendenti originari ne escono con le ossa rotte, dovendo riconoscere davanti al mondo intero che l'Europa, da sempre giudice degli equilibri mondiali, si avvia oramai al declino in termini prestigio internazionale" prosegue la tv di Stato.
"Gli Stati Uniti, invece, entrati tardivamente nel conflitto, occupano sempre più il centro della scena, spostando l'asse planetario verso il nuovo continente. Una pagina di storia ripercorsa dal nuovo appuntamento con 'La grande guerra' di Hombert Bianchi, in onda mercoledì 31 agosto alle 22.30 su Rai Storia. Gli eserciti, da ambo le parti, sono stremati" si continua.

Viene esposto: "Le ragioni stesse del conflitto sembrano ormai sfuggire ai combattenti, il cui desiderio comune è a quel punto la cessazione delle ostilità, il ritorno a casa, la pace: al contrario, si continua incessantemente a morire."
"Perché ancora c'è molto da combattere. Durante l'ultimo anno di guerra, si scrivono pagine drammatiche e memorabili della nostra storia nazionale. Il documentario 'Verso la vittoria', ne racconta alcune tra le più significative. La vittoria sarà amara, pagata a caro prezzo, ma l'Italia di Vittorio Veneto sarà comunque un'Italia da celebrare. Dei due grandi nemici, gli imperi tedesco e austro-ungarico, resta infatti poco. La rivoluzione infuria in Germania, dove l'esercito si è in larga parte ammutinato e, con l'appoggio degli operai, sull'esempio russo, costringe il Kaiser alla fuga. La potenza sovranazionale Austria-Ungheria si dissolve. Niente è più come prima, in un'Europa che ha lasciato sui campi di battaglia un'intera generazione. Una nuova e difficile prova aspetta i vincitori, che mai come in questo caso condividono con gli sconfitti l'incertezza di un futuro ancora tutto da immaginare" si riferisce in ultimo.

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