le notizie che fanno testo, dal 2010

Giuseppe Saragat, il presidente della Resistenza: 5 settembre Rai Storia

'Italiani' con Paolo Mieli, in onda lunedì 5 settembre su Rai Storia.

"Socialista, antifascista, padre costituente, uomo politico e delle Istituzioni. E quinto Presidente della Repubblica Italiana. A Giuseppe Saragat è dedicata la puntata di 'Italiani' con Paolo Mieli, in onda lunedì 5 settembre alle 20.50 su Rai Storia" viene comunicato della tv di Stato.
"La ricostruzione della sua storia è affidata a Federico Fornaro - riportano dalla Rai -, che ne ha redatto la biografia, e a Paolo Mattera, storico del socialismo italiano. Nato a Torino nel 1898 e laureato in economia e commercio, nel 1922 Saragat entra nel Partito Socialista Unitario, guidato da Giacomo Matteotti, e diventa uno degli esponenti di spicco dell'antifascismo."

"Costretto a trasferirsi all'estero, rientra in Italia dopo la caduta del fascismo, diventa ministro senza portafogli nell'esecutivo Bonomi del 1944 e con l'Italia liberata è ambasciatore italiano a Parigi tra il '45 e il '46" si prosegue.
"È anche presidente dell'Assemblea Costituente che dal 25 giugno del 1946 redige la Carta Costituzionale. Nel 1947, contrario all'alleanza tra socialisti e comunisti, entra in conflitto con Nenni e dà vita alla 'scissione di palazzo Barberini'" si continua.
"Il 18 aprile 1948, nelle prime elezioni del Parlamento Italiano, il suo nuovo PSDI ottiene solo il 7 per cento dei voti e si assesta nell'orbita del centrismo DC, criticato da destra e da sinistra" si osserva.

Si chiarisce dunque: "Nelle elezioni del giugno 1953, Saragat è di nuovo sconfitto ed è sua la celebre battuta di quei giorni: 'un destino cinico e baro'. Ricopre più volte l'incarico di vicepresidente del Consiglio dei governi De Gasperi e nel 1963 è ministro degli Esteri. Nel 1964, dopo le dimissioni del presidente Antonio Segni, si apre una difficilissima corsa al Quirinale. Dopo ventuno scrutini, il 28 dicembre, Saragat riesce a mettere d'accordo i grandi elettori."
"Inizia così il suo disegno di 'Grande Presidenza': viaggia in tutte le comunità italiane nel mondo, pronuncia un celebre discorso a Milano, il 9 maggio 1965, che rende solenne omaggio alla Resistenza, e nell'autunno 1966 è il primo Presidente della Repubblica che visita un campo di concentramento" si precisa.

"Maturano, intanto, i tempi per una riunificazione dei socialisti, che avviene nell'ottobre 1966, ma che non trova conferma nelle elezioni del '68 portando a una definitiva scissione. Per Saragat, che deve assistere agli scandali che travolgono il suo partito, non sarà una vecchiaia politicamente 'serena'. A 78 anni, si ritrova di nuovo eletto presidente e segretario del Psdi, dopo le dimissioni di Tanassi travolto dallo scandalo Lockheed. L'8 marzo del 1988, Enzo Biagi nel programma 'Il caso' rilancia un appello rivolto da Andrea Barbato a Giuseppe Saragat sull'Espresso: 'Mandi a casa i suoi ragazzacci, sciolga il partito. C'era una volta il sole che sorge, ora c'è il sole che tramonta'. Tre mesi dopo, il 14 giugno 1988, a quasi 90 anni, e dopo oltre 65 anni di militanza politica, Giuseppe Saragat muore" si riferisce infine.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: