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Doppio omaggio ad Ettore Scola su Rai Storia, 20 gennaio

"Un ritratto di Ettore Scola e la 'sua' Boheme di Puccini, diretta a Torre del Lago: Rai Cultura propone oggi – mercoledì 20 gennaio - un doppio appuntamento per ricordare il regista appena scomparso", divulgano dalla tv pubblica di Stato.

"Un ritratto di Ettore Scola e la 'sua' Boheme di Puccini, diretta a Torre del Lago: Rai Cultura propone oggi – mercoledì 20 gennaio – un doppio appuntamento per ricordare il regista appena scomparso. Si comincia alle 21.30 su Rai Storia con il documentario realizzato nel 2012 da Davide Barletti e Lorenzo Conte 'Un ritratto di Ettore Scola' " riferisce in una nota la tv di Stato.
Si precisa: "E' un viaggio nel tempo, costruito attraverso le sequenze più suggestive dei suoi film, i momenti più significativi della sua vita personale, i ricordi personali di Scola. Così i protagonisti dei suoi film riprendono vita dimostrando di avere ancora molto da dire anche sul nostro presente. 'E' stupido - sono le parole di Scola - dire che il Cinema è morto, è finito un certo modo di fruire il cinema, forse finirà la sala cinematografica, però non è quello il Cinema."
"Il Cinema è il movimento non perché si muovono le immagini ma perché muove qualcosa in chi lo vede - si rivela dunque -, nel suo cuore, nei suoi sentimenti, quello è il vero movimento ed è per questo che penso che il Cinema non finirà mai'. Alle 22.15, su Rai5, la 'Boheme' che Scola diresse per il sessantesimo Festival Puccini a Torre del Lago, nell'estate 2014."
Viene riferito: "Protagonisti dello spettacolo - con l'Orchestra e il Coro del Festival Puccini diretti da Valerio Galli - Daniela Dessì nel ruolo di Mimì, Fabio Armiliato in quello di Rodolfo, Alida Berti e Alessandro Luongo nei panni di Musetta e Marcello, Federico Longhi e Marco Spotti in quelli di Schaunard e Colline."
"Le scene sono di Luciano Ricceri, mentre i costumi sono firmati da Cristina Da Rold. 'Quando un regista di cinema - ricordava Scola - si accinge a mettere in scena una grande opera lirica parte spesso con propositi innovativi, che vorrebbero rivoluzionare impianti e concezioni adottati in altre edizioni rappresentate in tutti i teatri del mondo. Rivisitazioni, attualizzazioni, aggiornamenti, contributi video e in digitale, effetti stroboscopici, infinite possibilità di 'modernizzare' il melodramma si affollano nella sua mente inquieta. Poi, per fortuna, tutto rientra: umiltà e buonsenso gli ricordano che la modernità è già tutta in quelle opere, nella musica e nei sentimenti che le hanno rese eterne'" si conclude infine nel comunicato.

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