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REM si sciolgono. Michael Stipe: "Spero che i nostri fans comprendano"

I REM dopo 31 anni decidono di "farla finita" e sciogliere la band nata ad Athens, in Georgia, nel 1980. Ma non c'è "c'è disarmonia, né litigi, né battaglie legali" scrive il bassista Mike Mills, e Michael Stipe chiosa: "Ogni cosa ha una fine, e volevamo finirla nel modo giusto".

I REM si sciolgono ma non si liquefanno. La notizia della fine della band di Athens è stata data direttamente dai componenti sul sito ufficiale, in modo piuttosto laconico: "Ai nostri Fans e Amici: Come R.E.M, e come amici e cospiratori di una vita, abbiamo deciso di chiudere la nostra storia come band. Ce ne andiamo con un grande senso di gratitudine, di compiutezza, e di meraviglia per quello che abbiamo ottenuto. A chiunque si sia sentito toccato dalla nostra musica, il nostro grazie più profondo per averla ascoltata", firmato REM. O meglio R.E.M, dato che il nome della band statunitense è un acronimo che indica il "Rapid Eyes Movement", ovvero il momento più "profondo" del sonno, soprattutto quello in cui si sogna e si perde coscienza del proprio corpo. I REM stanno insieme da oltre trent'anni e i membri della band, esseri umani come gli altri, hanno semplicemente deciso che era il "momento giusto" di dire basta. Dalla pagina d'addio (http://is.gd/KiSBoN) i REM si mostrano sinceramente grati, guardando indietro, per il cursus honorum che li ha visti trasformarsi da alfieri del panorama indi, colonna portante del "college rock", fino a diventare non solo pop star internazionali ma, addirittura, "maître à penser" di una certa "politica musicale" che, negli Stati Uniti, si definirebbe "radicale" per i suoi contenuti "democratici". La band si era formata ufficialmente nel 1980, ha pubblicato 24 dischi tra cui 15 album in studio (2 live e sette raccolte), ha perso un batterista (Bill Berry) dopo un aneurisma che l'ha colpito nel primo loro tour mondiale (ora fa il contadino), ha venduto circa 90 milioni di dischi in tutto il mondo. L'ultimo album "Collapse into Now", uscito a marzo scorso, non ha però avuto il successo sperato, tanto che voci già davano Michael Stipe in partenza per una futura carriera solista. La band comunque si lascia senza "hard feelings", senza rancori, e soprattutto "senza avvocati". Emblematico l'intervento di Mike Mills, il bassista, nella pagina d'addio, che testimonia sì lo scioglimento, ma in stile REM, cioè con pace e amore e armonia: "Durante il nostro ultimo tour, e mentre facevamo Collapse Into Now e mettevamo insieme l'antologia di greatest hits, abbiamo cominciato a chiederci 'che succede dopo'? Lavorare sulla nostra musica e sui ricordi di oltre tre decenni è stato un viaggio d'inferno. Abbiamo realizzato che queste canzoni sembravano tirare una naturale linea sopra gli ultimi 31 anni di lavoro assieme. Siamo sempre stati una band nel senso più vero della parola. Fratelli che davvero si amano e rispettano tra loro. Ci sentiamo quasi dei pionieri in questo – qui non c'è disarmonia, né litigi, né battaglie legali. Abbiamo preso questa decisione insieme, amichevolmente e con il miglior interesse nel cuore per l'altro. Era il momento giusto di farlo". Gli fa eco il frontman Michael Stipe: "Spero che i nostri fans comprendano che non è stata una decisione semplice; ma ogni cosa ha una fine, e volevamo finirla nel modo giusto, a modo nostro".

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