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Legge stabilità 2015, Madia: collocazione a chi non lavorerà più in Province

Con l'approvazione della legge di stabilità 2015 si impongono "a Province e Città metropolitane tagli iniqui e non sostenibili" come denuncia l'Upi che annuncia una allenaza con l'Anci. Intanto Marianna Madia assicura che il il governo si impegnerà "a garantire una collocazione a tutti i lavoratori che non lavoreranno più nelle Province".

Con l'approvazione della legge di stabilità 2015 si impongono "a Province e Città metropolitane tagli iniqui e non sostenibili" denuncia l'Upi (Unione Province d'Italia), con il presidente Alessandro Pastacci che evidenzia in una lettera inviata a tutti i Presidenti di Provincia: "Si apre per le nostre amministrazioni una fase difficilissima: la continuazione dell’erogazione dei servizi essenziali ai cittadini, la complessa operazione di ricollocazione del personale, la stessa tenuta dei nostri bilanci". "Ritengo - prosegue Pastacci - che in questa fase sia essenziale riempire sempre più di contenuti il legame con l'Anci, per aprire insieme un confronto serrato con Regioni e Governo" annunciando che chiederà un "incontro urgente al presidente Piero Fassino" con il quale si cercherà di "individuare soluzioni che consentano il riordino delle istituzioni locali senza intaccare il diritto dei cittadini a servizi efficienti e di valorizzare il capitale umano rappresentato dal personale delle Province". Intanto, dopo un incontro con i sindacati, il ministro per la Pubblica Amministrazione Marianna Madia assicura che il governo si impegnerà "a garantire una collocazione a tutti i lavoratori che non lavoreranno più nelle Province, valorizzando la loro professionalita''. Madia precisa che l'esecutivo "è unito nel voler rassicurare tutti questi lavoratori del fatto che l'obiettivo è garantire un lavoro a ognuno di loro vicino a casa".

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