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Prince è morto: l'eredità musicale in cassaforte. Chi pubblicherà The Vault?

A 57 anni è morto Prince, folletto di Minneapolis, uomo e artista libero che rifiutò internet e iTunes "perché la musica è gratis" e che ebbe il coraggio di riunciare al suo nome per non essere uno "schiavo" di una major. La sua eredità in musica è racchiusa nella leggendaria "cassaforte" (The Vault). "Se Prince dovesse morire domani" - si diceva - "si potrebbe pubblicare un album all'anno per i prossimi 100 anni".

A 57 anni è morto Prince e, come successe per Andy Warhol (che morì dopo un banale intervento alla cistifellea) pare che anche lui se ne sia andato in modo banale, e cioè per i postumi di una influenza. Una influenza che "non l'aveva mai abbandonato", come disse un portavoce dell'artista, quando il suo jet privato era stato costretto ad un atterraggio d'emergenza al Quad City International Airport di Moline (Illinois), intorno alle ore 13, del 16 aprile. Portato in ospedale in codice rosso Prince, dopo controlli approfonditi, è stato dimesso ed il giorno dopo il folletto di Minneapolis aveva rassicurato i fan sul suo stato di salute.

Addirittura su Twitter era comparso subito l'hashtag #prayforprince perché l'artista si riprendesse presto. Oggi 21 aprile (sera in Italia, mattina negli USA) la notizia della morte di Prince sul sito scandalistico TMZ: "Il cantante è stato trovato senza vita nella sua villa a Minneapolis". Prince Rogers Nelson, questo il suo nome di battesimo, se ne va, insieme, in un breve arco di tempo, ad altri mostri sacri dello showbiz come Lemmy Kilmister dei Motörhead, David Bowie e Keith Emerson, fondatore e tastierista del supergruppo Emerson, Lake and Palmer.

Inserito nella Rock and Roll Hall of Fame nel 2004, Prince non è solamente stato un grande artista (trasgressivo in tutti i sensi), quanto un creativo libero dal conformismo e dalla "schiavitù" delle case discografiche. Prince era talmente fuori dalle mode che aveva addirittura detto di no ad internet. Nel 2010 Prince infatti dichiarò: "Internet è come MTV: una volta era di moda, adesso è superata", pubblicando il suo disco "20TEN" gratis sul Mirror.

Per quella scelta contro "la Rete" Prince fu criticato aspramente, come testimonia il nostro articolo "Prince no a iTunes: la musica è gratis" dove si legge: "Per la quasi maggioranza della stampa italiana la decisione del folletto di Minneapolis è un suicidio snob di un'artista fallito. Da riconosciuti provinciali infatti sulla rete è tutto un tirar di patate e pomodori su Prince che, non essendo ancora morto, non merita una riga di riflessione. "

Ed ora, dopo che il Principe è morto, le righe di riflessione (ma intese solamente come gioco di specchi) ci saranno e, a migliaia, si esibiranno in lacrimevoli cinguettii che assomigliano al pulpar d'avvoltoi (il #rip di ordinanza è tipico degli accipitriformi digitali).

E pensare che solo pochi anni fa Prince si sentiva in ottima forma e si vantava di non aver perso ancora i capelli forse "per via dell'elettricità che percorre le corde della chitarra elettrica", pensando che, in un certo senso, la musica trasmettesse l'eternità (la "musica delle sfere", da Pitagora a Keplero ne è una prova). Prince si sentiva a 57 anni ancora padrone della sua musica, lui che è stato l'inventore di quel "Minneapolis sound" (mix di rock, funk, new wave e synth pop) che lui ha incarnato e suonato con il talento del polistrumentista.

Prince infatti non solo componeva le sue canzoni e le cantava, ma suonava tutto (cioè batteria, basso, tastiere, chitarra), produceva e missava. Per questo The Artist (come si faceva chiamare in tempi di polemica con la WB) figura al 27esimo posto nella classifica di Rolling Stone dei migliori artisti, forte dei suoi 38 album (ufficiali) in studio: di un Oscar alla migliore colonna sonora nel 1985 con il film Purple Rain.

La biografia di Prince è musicalmente molto complessa (se non monumentale) e ciò che colpirà chi cerca per la prima volta notizie biografiche sul folletto di Minneapolis sarà certamente colpito dal fatto che Prince non voleva essere "schiavo" della sua casa discografica, riuscendo a trovare il coraggio di rinunciare al suo nome dal 1993 al 2000, facendosi chiamare The Slave (lo schiavo), oppure The Artist Formerly Known as Prince (L'artista precedentemente conosciuto come Prince), Tafkap, The Artist, o semplicemente facendosi rappresentare da simboli grafici.

Perché per Prince, artista che viveva e respirava musica 24 ore su 24, come testimoniano gli artisti che l'hanno conosciuto, era solamente importante "fare" musica. Prince può contare su un archivio immenso di produzioni inedite (un po' come l'aveva Frank Zappa, mutatis mutandis). Nei suoi studi Paisley Park Records la leggenda vuole che ci siano almeno 14 album completi e 50 videoclip musicali completamente prodotti. Tutto questo sarebbe solamente una parte di The Vault, la leggendaria cassaforte di Prince, tanto che Alan Leeds, che collaborò con Prince dal 1983 al 1992 disse: "Non so cosa accadrà alla morte di Prince e non so quali siano i suoi voleri". La leggenda addirittura narra che se Prince dovesse morire domani (in realtà è morto oggi), si sarebbe potuto pubblicare un album all'anno per i prossimi 100 anni.

In un articolo del 2015 Mobeen Azhar della BBC era andato a caccia della "cassaforte" di Prince interpellando Hans Martin-Buff (ingegnere del suono di Prince dal 1996 al 2000), Eric Leeds (storico sassofonista del folletto) e Susan Rogers (ex ingegnere del suono di Prince su album come Purple Rain e Sign o' the Times). In sostanza tutti sono d'accordo del dire che Prince era capace di registrare un album in un'ora, che lavorava tranquillamente tutta la notte, che si entusiasmava per una creazione musicale, che realizzava interamente in un paio di giorni, per poi disinnamorarsene e lasciarlo perdere. E' chiaro quindi che The Vault esiste, e che "basta solo masterizzarlo".

Wikipedia ha aggiornato in questo modo la pagina di Prince: "Il 21 aprile 2016, Prince muore all'età di 57 anni nel suo studio della Paisley Park Records a Minneapolis, in Minnesota". Chissà quindi a che cosa stava lavorando il folletto di Minneapolis mentre la musica delle sfere l'ha rapito.

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