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Prince: da Springsteen a Gilmour, da Wonder a Fra Martino tutti suonano "Purple Rain"

Prince è morto viva Prince. Il folletto di Minneapolis è stato omaggiato dalle "colonne" della musica popolare globale: Bruce Springsteen, David Gilmour (Pink Floyd), Stevie Wonder hanno reinterpretato "Purple Rain". Ma su Youtube i "Prince tribute" sono molti, si va dai musical ai cori gospel, per finire con il campanile di Minneapolis che, con le sue campane, fa diventare Fra Martino un dilettante.

Prince è morto il 21 aprile scorso lasciando (come Mainfatti.it ha ricordato per primo) non solo una grande eredità in danaro (che ad oggi, non essendoci un testamento, andrà probabilmente alla sorella), ma un vero e proprio forziere creativo (leggi: "Prince è morto: l'eredità musicale in cassaforte. Chi pubblicherà The Vault?"). L'eredità musicale del genio di Minneapolis è infatti racchiusa nella leggendaria "cassaforte" (conosciuta dai fan e dai musicologi The Vault) che faceva dire, prima della sua morte: "Se Prince dovesse morire domani, si potrebbe pubblicare un album all'anno per i prossimi 100 anni".

Mentre la battaglia per l'eredità pecuniaria è appena cominciata, dato che si parla di un patrimonio di almeno 800 milioni di dollari, il lascito artistico di Prince, diciamo sostanzialmente gratuito, ha già mosso fan e artisti di tutto il mondo per omaggiare l'autore di "Purple Rain". Grandi artisti, addirittura colonne della musica "popolare globale", si sono sentiti in dovere di rendere omaggio a Prince, anche se musicalmente molto distante dal loro "genere". Grazie a Youtube si può fare una breve compilation di "tributi a Prince", partendo dalle star fino ad un campanile.

Il tributo a Prince più conosciuto, ad oggi, è certamente quello di Bruce Springsteen, citato e ritrasmesso da tutti i telegiornali italiani, quando il 23 aprile a Brooklyn, in una tappa della suo tournée, illuminato da una luce viola, il Boss ha deciso di cantare il classico "Purple Rain". Da segnalare l'assolo notevole di Nils Lofgren alla chitarra elettrica. Oltre a Bruce Springsteen c'è un'altra "colonna sonora" del rock che ha deciso, in maniera musicalmente un po' più sottile, di ricordare Prince.

Alla Royal Albert Hall il 24 aprile David Gilmour ha citato il folletto di Minneapolis nel corso dell'assolo di Comfortably Numb. Gilmour al minuto 4.30 cambia partitura della canzone dei Pink Floyd e improvvisa sui coretti "uh uh uhuhu" di Purple Rain, inondato dalla luce viola, per poi tornare al minuto 5.33 a Comfortably Numb. Ma c'è anche Stevie Wonder che, il giorno dopo della morte di Prince, al "CBS This Morning" (l'Unomattina della CBS, mutatis mutandis) ha cantato e suonato (con una esclusiva Harpejji, figlia della mitica StarrBoard) "Purple Rain", ovviamente alla Stevie Wonder.

Ma oltre i mostri sacri, hanno dato omaggio al Principe, comprese le "nuove leve" dello star system, come Usher che, durante il Tribute Major Lazer Coachella, ha cantato "I Would Die 4 U" sulla base originale di Prince. E come non citare la bella interpretazione di Chris Stapleton che si cimenta in una ruvida versione di "Nothing Compares 2U", il 23 aprile su un palco di Berkeley. Sempre la stessa sera a Columbus (Ohio), anche Garth & Trisha Yearwood (ricordate la colonna sonora colonna sonora del film Con Air?) cantano "Purple Rain".

Ma a parte gli artisti pienamente inseriti nello showbiz che cantano o suonano in qualche modo le note di Prince (ma c'è anche chi ha salutato il folletto di Minneapolis senza suonarne una nota, vedi Elton John, Carlos Santana, Mariah Carey, Rihanna, ecc.), c'è stato in qualche modo un vero tributo "corale". Ad esempio mille studenti delle superiori che partecipavano a Los Angeles alla 27esima edizione dell'High School Choir Festival (con i rispettivi gruppi corali), si sono riuniti per cantare il 22 aprile proprio "Purple Rain". Oppure, sempre lo stesso giorno, l'Harlem Gospel Choir a "Good Morning America" si è esibito (nata vota) in "Purple Rain". Ma per Prince, lo stesso giorno della sua morte, si è fermato anche il musical di Broadway9 "The Color Purple" (Il colore viola, appunto) con Jennifer Hudson, Cynthia Erivo, Danielle Brooks che cantano, manco a dirlo "Purple Rain".

Il "Prince tribute" più spettacolare, che sarebbe piaciuto probabilmente al povero Keith Emerson è stato però senz'altro quello che il campanile di Minneapolis ha dedicato al suo figliuolo scomparso1. E' stato Tony Hill il 24 aprile, davanti alla tastiera controller di 15 note, a suonare, all'ora di pranzo (dall'una fino all'una e trenta) un vero e proprio concerto per campane per Prince. Il medley comprendeva tra le altre "Kiss", "1999", "Nothing Compares 2 U", "When You Were Mine". Roba da far impallidire Fra Martino, noto campanaro, che di note ne aveva a disposizione solo tre.

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