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Addio al folletto di Minneapolis: Prince è morto ma non da "Slave"

Il mondo della musica ha perso un'altra leggenda. Prince è infatti morto all'età di 57 anni nella sua tenuta a Paisley Park di Chanhassen, in Minnesota. Prince sarebbe stato affetto da un influenza cronica. Dal 1984 il genio creativo del folletto di Minneapolis non si è mai arrestato, anche quando protestò contro la sua etichetta discografica Warner e da allora fino al 2000 si fece chiamare chiamare "Slave - l'artista precedentemente conosciuto come Prince".

Il mondo della musica ha perso un'altra leggenda. Prince è infatti morto all'età di 57 anni nella sua tenuta a Paisley Park di Chanhassen, in Minnesota. Pochi giorni fa Prince era stato ricoverato in ospedale per una forte influenza. Il suo jet privato infatti aveva effettuato un atterraggio d'emergenza in Illinos per permettere a Prince di essere assistito prontamento da dei medici. Il sito TMZ aveva poi riferito che Prince aveva annullato la scorsa settimana due show in programma ad Atlanta a causa della sua malattia. Ma lo scorso fine settimana Prince è apparso ad una festa da ballo a Paisley Park. Pare comunque che Prince soffrisse di una influenza cronica: starebbe stato un sintomo della malattia a stroncare la vita del cantautore e polistrumentista.

Prince Rogers Nelson era figlio di un pianista di una jazz band del Minnesota. La carriera di Prince inizia nel 1978 con l'album dal titolo For You, prodotto, scritto, suonato ed interpretato da lui stesso. Ma è il 1984 ha segnare la svolta per Prince, quando esce il successo mondiale Purple Rain, raggiungendo contemporaneamente la prima posizione nelle classifiche dei singoli, degli album e dei film. Prima di Prince c'erano riusciti solo i Beatles. Il film omonimo Purple Rain vince anche il premio Oscar per la miglior colonna sonora con canzoni originali mentre il brano When Doves Cry vincerà un Golden Globe come miglior canzone originale. Da allora il genio creativo del folletto di Minneapolis non si è mai arrestato, anche quando protestò contro la sua etichetta discografica Warner e da allora fino al 2000 si fece chiamare chiamare "Slave - l'artista precedentemente conosciuto come Prince".

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