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Quirinale, PD e SEL: voteremo Romano Prodi. Grazie al MoVimento 5 Stelle

Dopo il nome "condiviso" di Franco Marini, che è stato bocciato al momento della votazione dallo stesso centrosinistra, arriva l'annuncio: PD e SEL voteranno per l'elezione di Romano Prodi. Grazie al MoVimento 5 Stelle.

"Abbiamo dovuto constatare che le divisioni interne alla sinistra stanno paralizzando il PD, rendendo difficile persino l'elezione di un loro esponente. Il compito di un Capo dello Stato è quello di unire il Paese, di rappresentare tutti, di essere per tutti garante delle leggi e della Costituzione. Per questo avevamo fatto una intesa con PD e Scelta Civica per una candidatura condivisa" commenta Silvio Berlusconi dopo che naufraga il nome di Franco Marini. Anche Pier Luigi Bersani, nella riunione con i grandi elettori del PD, deve ammettere: "Non siamo stati in grado fin qui di corrispondere alle nostre responsabilità e non abbiamo dato buona prova. Per responsabilità, se siamo adulti dobbiamo prendere atto che non siamo stati in grado di cogliere l'opportunità di eleggere una nostra figura prestigiosa, un uomo del lavoro come Franco Marini. Mi dispiace, capisco la sua amarezza". Se Franco Marini, alla prima votazione per l'elezione del Presidente della Repubblica, è stato infatti votato da PDL, Lega Nord e Scelta Civica, solo una parte del PD, quella maggiormente legata a Pier Luigi Bersani, ha scelto l'ex sindacalista CISL. I renziani si sono duramente opposti, votando scheda bianca o Sergio Chiamparino, mentre SEL di Nichi Vendola ha seguito la candidatura del MoVimento 5 Stelle, Stefano Rodotà. Ma il nome di Romano Prodi esce ora di prepotenza proprio perché dalle Quirinarie del MoVimento 5 Stelle il Professore è spuntato nella rosa dei candidati. In altre parole, il PD punta su Romano Prodi non solo perché da sempre candidato ideale di Nichi Vendola, tanto che dal quarto scrutinio SEL abbandonerà il nome di Rodotà per convergere su Prodi, ma poiché spera di ottenere anche i voti del MoVimento 5 Stelle di Beppe Grillo, o almeno parte di essi. Ed infatti, sembra che Vito Crimi e Roberta Lombardi siano a casa di Stefano Rodotà, che forse potrebbe ritirare la sua candidatura e quindi far dirigere i voti dei pentastellati su Romano Prodi, che d'altronde indiscrezioni di pochi giorni fa sembravano già volere il Professore come candidato preferito di Gianroberto Casaleggio. Se il MoVimento 5 Stelle convergerà su Romano Prodi, però, difficilmente potrà continuare a sostenere che la Rete ed i suoi attivisti "manovrano" le scelte dei parlamentari, visto che nella rosa dei nomi delle Quirinarie prima dell'ex presidente dell'IRI c'è Gustavo Zagrebelsky, Ferdinando Imposimato, Emma Bonino e Gian Carlo Caselli. Ecco perché secondo qualcuno Stefano Rodotà non ritirerà la sua candidatura.

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