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Quirinale: Franco Marini non raggiunge il quorum. PD si spacca

Franco Marini non raggiunge il quorum di 672 voti. Nessun nuovo Presidente della Repubblica alla prima votazione, poiché il centrosinistra si spacca, con SEL che vota il candidato del MoVimento 5 Stelle ed i renziani che bocciano Franco Marini, un "ex sindacalista che viene dal mondo del lavoro". Ma gli interessi di parte sembrano più importanti del futuro dell'Italia.

Iniziato lo spoglio dell'elezione del Presidente della Repubblica. Dopo che Nichi Vendola ha annunciato che avrebbe votato il candidato dei "grillini" Stefano Rodotà, tanto che qualcuno maliziosamente pensa già che presto SEL si iscriverà al MoVimento 5 Stelle dopo che il suo leader, però, aveva tacciato in campagna elettorale Beppe Grillo di essere il "Silvio Berlusconi di 20 anni fa" nonché "una cosa antica", l'elezione di Franco Marini, almeno al primo turno, salta. Franco Marini non raggiunge infatti il quorum di 672 voti. Massimo D'Alema, in una nota, ha cercato in extremis di chiedere la compattezza del PD, sfasciata anche dall'intervento a gamba tesa di Matteo Renzi che boccia l'ex sindacalista al Quirinale. D'Alema infatti sottolinea: "Il risultato del sofferto confronto è stata la convergenza attorno a Marini. Tale scelta è stata discussa e approvata dai nostri gruppi parlamentari. Un partito serio, non solo per la validità in sè della scelta, ma anche per dimostrare la sua affidabilità, non può che comportarsi con coerenza. Sono persuaso che Marini potrà essere un buon presidente della Repubblica, anzitutto per la sua storia e la sua formazione di sindacalista e uomo politico, da sempre vicino alla gente semplice e al mondo del lavoro". Ma l'antiberlusconismo sembra accecare una parte del centrosinistra, che si accoda agli umori e al candidato del MoVimento 5 Stelle, oltretutto scelto senza che nessuno sappia (tranne forse Beppe Grillo) da quante persone è stato votato alle Quirinarie. Eppure Franco Marini ha "un passato da sindacalista, viene dal mondo del lavoro ed è perciò consapevole delle battaglie che andranno affrontate per far riemergere il nostro Paese dalla crisi" sottolinea anche Renata Polverini del PDL, che ha votato compatto per l'ex segretario generale della CISL. PDL e Lega Nord, infatti, sembrano aver votato uniti per Franco Marini, mentre nel centrosinistra, e nel PD, qualcosa si è rotto. Oltre 200 finora i voti per Stefano Rodotà ma tanto anche le preferenze per altri candidati, oltre che più di cento schede bianche. Tutto da rifare, mentre l'Italia attende ancora.

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