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Nuovo Presidente della Repubblica "incostituzionale"?

Matteo Renzi lancia il nome di Sergio Mattarella ma Forza Italia non ci sta. Il MoVimento 5 Stelle appare ininfluente nella scelta del candidato al Colle scegliendo Ferdinando Imposimato. Intanto, però, sul 12esimo Presidente della Repubblica italiana, che sia o meno Sergio Mattarella, potrebbe aleggiare l'ombra dell' "incostituzionalità".

Matteo Renzi lancia il nome di Sergio Mattarella (Google l'aveva già predetto) di fronte all'assemblea dei grandi elettori del PD, che approva all'unanimità. Il Partito Democratico però voterà per il giudice costituzionale solo a partire dal quarto scrutinio, quello di sabato 31 gennaio. Anche Forza Italia voterà scheda bianca al primo scrutinio per l'elezione del Presidente della Repubblica, ma Paolo Romani avverte: "E' una forzatura unilaterale di Renzi. Forza Italia non voterà Mattarella". Il MoVimento 5 Stelle appare ininfluente nella scelta del candidato al Colle. I suoi iscritti hanno scelto come proprio rappresentate per il Quirinale Ferdinando Imposimato tra la rosa dei nomi proposta ieri per cercare di mettere in crisi il patto del Nazareno. I pentastellati, però, entrano in partita quando sembra essere già suonato il fischio della fine, visto che Matteo Renzi, dopo aver affermato che il Presidente della Repubblica (come le riforme) si fanno insieme a tutti apparentamente abbandona Silvio Berlusconi per correre da solo con il suo PD (la cui minoranza in caso contrario gli avrebbe potuto fare uno sgambetto durante lo scrutinio segreto).

Intanto, però, sul 12esimo Presidente della Repubblica italiana, che sia o meno Sergio Mattarella, potrebbe aleggiare l'ombra dell' "incostituzionalità". Anche se la Corte Costituzionale, che ha bocciato il Porcellum, ha precisato che quella sentenza "non tocca in alcun modo (..) gli esiti delle elezioni svoltesi e gli atti adottati dal Parlamento eletto" perché non è reatroattiva, qualche osservatore ritiene che sarebbe stato meglio eleggere il nuovo Capo dello Stato con un Parlamento eletto non con le liste bloccate e con "un meccanismo premiale manifestamente irragionevole" che ha creato, evidenziavano i giudici della Consulta, "una oggettiva e grave alterazione della rappresentanza democratica".

L'articolo 1 della Costituzione stabilisce infatti, essendo l'Italia una democrazia rappresentativa, che ogni cittadino ha il diritto di scegliere i propri rappresentanti politici a cui viene delegata non la sovranità (che appartiene al popolo), ma la cura degli affari pubblici tra cui l'elezione del Presidente della Repubblica che è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri. Il Capo dello Stato rappresenta l'unità nazionale ma se la nazione è poco rappresentata perché i parlamentari sono stati eletti attraverso "una oggettiva e grave alterazione della rappresentanza democratica" come possono, questi ultimi, andare a scegliere il garante della Costituzione italiana? Formalmente, ovviamente, l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica è valida. Politicamente, invece, appare scorretta poiché sarebbe stato opportuno eleggere prima un nuovo Parlamento (che il Consultellum piacesse o meno) e solo dopo nominare il nuovo Capo dello Stato.

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