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Elezione Presidente della Repubblica: nel toto Quirinale 2015 Ugo De Siervo

L'elezione del Presidente della Repubblica è ormai alle porte. Il 29 gennaio 2015 è in programma il primo voto ma, prevede il senatore Forza Italia Augusto Minzolini, "ci saranno ancora morti e feriti, prima che si cominci a votare". L'ex direttore del Tg1 quindi inserisce un nuovo nome nel toto Quirinale 2015, spiegando: "Dovete cercare le radici del renzismo", e svela la candidatura di Ugo De Siervo.

Conto alla rovescia per la prima votazione del Presidente della Repubblica, la cui elezione è prevista a partire dal 29 gennaio 2015. Dopo che Matteo Renzi ha incassato l'appoggio di Forza Italia per la legge elettorale, in tanti ipotizzano che nel patto del Nazareno sia stato "sottoscritto" anche il nome del prossimo Capo dello Stato. E dopo il faccia a faccia con Renzi, Silvio Berlusconi è tornato ad incontrarsi anche con Angelino Alfano. Al termine dell'incontro, è il leader del Nuovo centrodestra che annuncia la "stipula" tra i due di "un patto per il Presidente della Repubblica". Intanto, nel toto Quirinale 2015 entra a gamba tesa anche il nome di Ugo De Siervo, ex presidente della Corte Costituzionale, rilanciato dal senatore Forza Italia Augusto Minzolini. Su La Repubblica l'ex direttore del Tg1 infatti prevede: "Ci saranno ancora morti e feriti, prima che si cominci a votare. - e spiega - Al momento il dilemma è tra Casini e Amato e voglio vedere cosa farà Renzi se alla prima o alla seconda votazione spunteranno quaranta o cinquanta schede con il nome di Prodi". Poi, Minzolini rivela: "Io ho una mia idea, un altro nome. Un uomo che ha un profilo identico a quello di Mattarella, però non è un politico e non lo è mai stato" - e annuncia - Il nome è quello di Ugo De Siervo". Minzolini chiarisce: "Voi dovete andare in Toscana. Dovete cercare le radici del renzismo. Dovete tornare a Matulli (ex segretario regionale della Dc toscana negli anni '80, ndr). Quello è il giro. De Siervo non solo è toscano come Renzi, ma è stato il suo professore. E poi, - conclude - diciamoci la verità, bisogna vedere se Renzi cede o no. Se cede, si va su Amato. Se non cede, arriveremo a un nome del genere".

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