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Bersani: tocca a PD proporre nome. Romano Prodi o Massimo D'Alema?

Mentre Angelino Alfano invita il PD a trovare la "soluzione più idonea" dopo la bocciatura di Franco Marini, Pier Luigi Bersani ammette che il nome deve uscire dal Partito Democratico: Romano Prodi o Massimo D'Alema?

Come era prevedibile, dopo che il PD ha scelto di votare scheda bianca alla seconda e terza votazione, decisione quindi adottata anche da PDL e Scelta Civica mentre la Lega Nord non partecipa al voto, anche il secondo scrutinio per l'elezione del Presidente della Repubblica si è concluso con una fumata nera. Il nome di Franco Marini è giustamente scomparso, mentre Stefano Rodotà ottiene 230 voti alla seconda votazione, quindi praticamente quelli del MoVimento 5 Stelle e qualcuno di Sel. I renziani hanno per lo più votato per Sergio Chiamparino, mentre resiste ancora il nome di Massimo D'Alema. Dopo "l'abbraccio" a Montecitorio con cui è stato avvolto da Pier Luigi Bersani (che in realtà abbraccia un po' tutti), Angelino Alfano commenta i risultati della prima votazione, quella in cui Franco Marino non ha raggiunto il quorum di 672 voti. "Questa mattina Franco Marini, candidato del PD a noi proposto e da noi lealmente votato, pur non raggiungendo il quorum dei due terzi previsto dalla Costituzione per i primi tre scrutini, ha comunque superato la maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto - sottolinea il segretario del PDL - Ora il PD comunica l'intenzione di votare scheda bianca alla seconda e alla terza votazione. Ne prendiamo atto e invitiamo tutti a impegnare questo tempo per individuare la soluzione più idonea per eleggere il presidente sin dalla quarta votazione".

"Bisogna prendere atto di una fase nuova. - ammette quindi Pier Luigi Bersani - A questo punto penso tocchi al Partito Democratico la responsabilità di avanzare una proposta a tutto il Parlamento. Questa proposta sarà, come nostro costume, decisa con metodo democratico nell'assemblea dei nostri grandi elettori". Anche se non è un grande elettore, Matteo Renzi sembrava pronto a partire per Roma per vedere Bersani, anche se lo staff del sindaco di Firenze fa sapere che per il momento non è in programma nessun incontro. E mentre il MoVimento 5 Stelle chiarisce che voterà Stefano Rodotà fino alla fine, tornano attuali i nomi di Romano Prodi e Massimo D'Alema. Su Romano Prodi potrebbero convergere i voti dei renziani, e di Sel visto che Nichi Vendola ha sempre detto di non vedere male il Professore al Quirinale. Naturalmente, Prodi non piacerebbe al PDL, che non lo voterebbe, e quindi essenziali diventerebbero i voti del MoVimento 5 Stelle. Prodi era infatti nella rosa delle Quirinarie pentastellate, ma il nome dell'ex presidente del Consiglio non sembrava piacere alla base del M5S. Massimo D'Alema, al contrario, potrebbe ottenere i voti del centrodestra, e probabilmente anche quelli dei renziani, visto che il presidente del Copasir qualche giorno fa è andato a Firenze ad incontrare Matteo Renzi, segno evidente di distensione dopo gli scontri durante le primarie del centrosinistra. E forse non solo. Pier Luigi Bersani comunque assicura: "Vedrete che si troverà una soluzione". La terza votazione per l'elezione del Presidente della Repubblica è stata fissata per domani, 19 aprile, alle ore 10:00.

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