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Nobel Pace Liu Xiaobo. Cina del "buonsenso" di Berlusconi furiosa

Solo ieri Silvio Berlusconi diceva che "i governanti cinesi sono fautori della politica del fare" e non si irrigidiscono su "questioni di principi". Ma Pechino oggi reputa "osceno" il Nobel per la Pace assegnato a Liu Xiaobo simbolo della lotta per i diritti umani fondamentali in Cina.

Solo ieri durante l'inaugurazione dell'anno culturale della Cina in Italia al Teatro dell'Opera il premier Silvio Berlusconi aveva detto che "come noi i governanti cinesi sono fautori della politica del fare, dell'affrontare e risolvere i problemi concreti più che irrigidirsi su questioni di principi. Come noi preferiscono la politica dello sviluppo e dell'armonia e della sicurezza, che è il credo del governo cinese" aggiungendo che la Cina ha una teoria "molto concreta che consiste nel mettere sul tavolo il buonsenso e cercare un accordo con tutti".
Eppure oggi la Cina, che non si irrigidisce "su questioni di principi" e mette sul tavolo "il buonsenso" per "cercare un accordo con tutti", non sembra aver preso bene la notizia che il Premio Nobel per la Pace è stato assegnato al dissidente politico cinese Liu Xiaobo. Sembra che la polizia di Pechino si sia subito piazzata sotto l'abitazione di Liu Xiaobo per impedire che la moglie rilasciasse dichiarazioni, e le trasmissioni che annunciavano la premiazione sembra siano state interrotte.
Per il governo di Pechino è "un'oscenità" l'assegnazione del Nobel per la Pace a Liu Xiaobo visto che per la giustizia cinese "è un criminale".
Liu Xiaobo è attualmente in carcere presso la provincia di Liaoning con una condanna ad 11 anni per "istigazione alla sovversione dei poteri dello Stato" perché molte delle libertà scritte sulla carta in Cina non vengono poi messe in pratica, come si evince leggendo le motivazioni del Comitato per il Nobel, che precisa che il riconoscimento è stato assegnato a Liu Xiaobo perché "è stato un grande difensore dell'applicazione di questi diritti, ha preso parte alla protesta di Tienanmen nell 1989, è stato tra i firmatari e i creatori del Manifesto 08 (Charta 08) della democrazia in Cina". Inoltre, si legge sempre tra le motivazioni, Liu Xiaobo ha sempre "sottolineato i diritti violati dalla Cina" tanto da essere diventato il simbolo principale della lotta per l'applicazione dei diritti umani fondamentali.
"Chiedo con insistenza al governo cinese di liberarlo" afferma la moglie di Liu Xiaobo all'Agence France, che chiede di essere accompagnata al carcere dove è detenuto il marito per informarlo, visto che nessun'altro ancora l'ha fatto o l'ha potuto fare.
La Francia ha già chiesto l'immediata liberazione di Liu Xiaobo ma Pechino per tutta risposta fa sapere che tale assegnazione è contraria a gli "obiettivi del Nobel" e che ciò "nuocerà alle relazioni tra Norvegia e Cina". Chissà se anche in Cina, come spesso avviene anche in Italia, tra qualche giorno il governo farà sapere di essere stato frainteso.

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