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Nobel Medicina a Gurdon e Yamanaka per "macchina del tempo" cellulare

Nobel per la Medicina a Sir John Bertrand Gurdon e Shinya Yamanaka per "la scoperta che le cellule mature possono essere riprogrammate per diventare pluripotenti". Le cellule staminali embrionali grazie ai due scienziati possono infatti avere una alternativa biologica, e non solo "etica".

Il Premio Nobel per la medicina va a John Gurdon e Shinya Yamanaka "per la scoperta che le cellule mature possono essere riprogrammate per diventare pluripotenti". I due ricercatori sono stati premiati per aver contribuito in modo fondamentale alla scoperta delle cellule staminali "riprogrammate", ovvero quelle che vengono chiamate con l'acronimo di IPS (induced pluripotent stem cells, staminali pluripotenti indotte). Una sorta di tecnica equivalente ad una "macchina del tempo" cellulare. Gli studenti di biologia conoscono bene Sir John Bertrand Gurdon, lo scienziato britannico infatti fu il pioniere della clonazione e i suoi studi originarono la moderna "clonazione" che vide la pecora Dolly come simbolo di una nuova era della "riproduzione" animale. John Gurdon nel 1958 alla Oxford University riuscì infatti a clonare una rana usando un nucleo di una cellula somatica (quindi completamente differenziata). Gurdon nel suo esperimento introdusse il principio che una cellula adulta può essere "liberata" dalla sua "specializzazione" e trasformata in qualcos'altro. Ma anche che le cellule non specializzate potessero "diventare" qualsiasi parte di un organo e quindi avessero il potere di ripararlo o di ricostruirlo. Da qui il dibattito sulle staminali embrionali e sull'opportunità, come ha sintetizzato qualcuno, di uccidere una "vita nascente" per curarne una "in difficoltà". In questo scenario di crisi bioetica nel 2006 spunta un giapponese, tal Shinya Yamanaka che all'università di Kyoto scuote il mondo della ricerca medica "riprogrammando" le cellule adulte del tessuto connettivo per farle diventare "staminali". La ricerca dello scienziato giapponese, pubblicata nel 2006 su "Cell Stem Cell" viene confermata a breve dalla ripetizione degli esperimenti al Mit di Boston pubblicati su Nature. Con le ricerche di Yamanaka si riaprì quindi il dibattito sulle cellule staminali embrionali finalmente con una possibile "alternativa". Dopo molti tentativi ed esperimenti le staminali pluripotenti non embrionali di Shinya Yamanaka sembrano essere "quasi identiche" a quelle "embrionali", e nuove ricerche mirano ad annullare le differenze, per una prossima sperimentazione sull'uomo. Quando le IPS saranno pronte per gli esseri umani, si aprirà un nuovo modo di fare medicina dato che, come sottolineano gli esperti, quasi qualsiasi organo, virtualmente, potrebbe essere rigenerato con questa tecnica. Ma la strada perché con un'unica cura "staminale" si riesca a "riparare" qualsiasi malattia è ancora lunga, come ha affermato lo stesso Shinya Yamanaka recentemente in visita in Italia: "le possibili applicazioni delle Ips sono molte, ma questa tecnologia è ancora agli inizi, dobbiamo lavorare ancora molto duramente per realizzare le prime applicazioni nello studio di nuovi farmaci e in campo medico".

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