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Poste italiane in tilt: ecco come chiedere il risarcimento

Dal 1 giugno gli sportelli di Poste Italiane o non hanno funzionato o hanno funzionato a singhiozzo a causa di un problema di aggiornamento di software, causando non pochi disagi a chi doveva usufruire dei loro servizi. Per questo le associazioni dei consumatori si sono mosse per aiutare ad ottenere il risarcimento per i danni subiti.

Dal 1 giugno gli sportelli delle Poste Italiane sono rimasti fermi, alcuni hanno funzionato solo a singhiozzo, causando non pochi problemi a tutti quegli italiani che in questi giorni si sono visti scadere bollette e cartelle esattoriali, per esempio, ma che sono stati allo stesso modo impossibilitati a spedire raccomandate e a ritirare le pensioni. Il problema sembra essere stato causato dall'aggiornamento del sistema informatico che Poste Italiane utilizza per le operazioni, cioè "problemi tecnici dei sistemi IBM e HP che hanno determinato rallentamenti nell'esecuzione delle operazioni postali e finanziarie" come spiega in una nota l'azienda. Lunedì 6 giugno era stato annunciato che "l'inconveniente al software dei sistemi centrali sui quali poggiano le attività degli uffici" sarebbe stato risolto, e quindi gli sportelli sarebbero tornati operativi. Invece, anche ieri le Poste non hanno permesso di effettuare operazioni, anche se molti uffici sono rimasti aperti oltre il normale orario di chiusura visto che ogni tanto il "software" permetteva di effettuare le operazioni. Le associazioni a tutela dei consumatori, quali Adoc, Codacons, Adiconsum, Federconsumatori e Adusbef, comunicano di aver chiesto (e ottenuto) a Poste Italiane l'apertura di un tavolo di conciliazione bilaterale finalizzato a risarcire gli utenti danneggiati. "Chi ha avuto un danno certo e dimostrabile, ad esempio non si è potuto pagare una multa che scadeva nei giorni in cui si sono verificati i disservizi, potrà rivolgersi all'Adoc per avviare la procedura di conciliazione – spiega in una nota sul sito Carlo Pileri, Presidente dell'Adoc – una procedura che mira ad evitare l'allungamento dei tempi e le spese di altre forme di ricorso giudiziario come la class action". Il Codacons sottolinea che "il meccanismo sarà analogo a quello avviato da Autostrade per l'Italia per indennizzare gli utenti bloccati dalle strade ghiacciate lo scorso dicembre", e anche Carlo Rienzi, presidente del Codacons, invita "i cittadini che nei giorni scorsi hanno avuto problemi con i servizi postali a conservare tutte le prove dei disagi subiti, come ad esempio bollette, fatture, e contravvenzioni scadute, documenti utili per dimostrare i danni materiali legati al disservizio". L'Adiconsum, annunciando l'apertura del tavolo di conciliazione con Poste Italiane, precisa che sarà sua cura "informare i media e i consumatori sulle modalità concordate per ottenere il risarcimento attraverso comunicati stampa e il proprio sito internet". Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori ed Adusbef, si dicono soddisfatti per il fatto che Poste Italiane abbia accettato la conciliazione, ma sottolineano in una nota congiunta che "bisogna trovare un'immediata soluzione ai disservizi". "Ancora non è chiaro chi ha sbagliato, sottovalutando i rischi che avrebbe causato la manutenzione del servizio informatico" spiegano Trefiletti e Lannutti, sollecitando "l'azienda ed i sindacati affinché trovino soluzioni adeguate, ricorrendo anche ad un prolungamento dell'orario degli sportelli, al fine di smaltire le lunghe code che dalle prime ore della mattina si sono formate, permettendo così ai cittadini di effettuare le operazioni più urgenti senza ulteriori danni economici". I cittadini, quindi, che hanno subito dei danni dai disservizi di Poste Italiane potranno rivolgersi a queste associazioni di consumatori. Adoc, Codacons, Adiconsum, Federconsumatori e Adusbef sottolineano però con particolare attenzione come sia importante conservare tutta la documentazione possibile al fine di agevolare la richiesta di risarcimento.

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