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Italicum, Popolari per l'Italia: referendum per abrogare legge elettorale

I Popolari per l'Italia, che hanno abbandonato la Camera al momento del voto sull'Italicum, annunciano che sono pronti "dare il via alla raccolta delle firme per il referendum abrogativo" della legge elettorale, assicurando che saranno in prima liena anche quando si tratterà di "bocciare, nella consultazione confermativa, il nuovo Senato composto da consiglieri regionali nominati".

"Con l'approvazione dell'Italicum nel nostro paese si sono ridotti gli spazi di democrazia e libertà. Le istituzioni sono più deboli e i partiti potrebbero diventare più simili a bande. Lo Stato rischia di finire nelle mani della banda che ha vinto" afferma Mario Mauro dopo il voto definitivo sulla legge elettorale, al quale i Popolari per l'Italia non hanno preso parte. "Occorre che ad ogni livello si tirino sul piano politico le conseguenze di quanto avvenuto. Renzi - ha aggiunto Mauro - non è un problema perché è di sinistra, ma è un problema oggettivo la deriva autoritaria che sta imprimendo al Paese". Dello stesso avviso anche il senatore dei Popolari per l'Italia Tito Di Maggio, che sottolinea come l'Italicum sia stato "disegnato su misura per mettere nelle mani del manipolo renziano tutte le istituzioni del paese" e per questo "va cancellato e ci penseranno gli italiani". Di Maggio annuncia quindi che i Popolari per l'Italia sono pronti "a dare il via alla raccolta delle firme per il referendum abrogativo di questa oscena marchetta che i servi sciocchi del presidente del Consiglio si accingono a perpetrare, - aggiunge il senatore - contravvenendo a quanto già dichiarato incostituzionale dalla Consulta". Tito Di Maggio assicura infine che i Popolari per l'Italia saranno anche "in prima linea nell'animare i comitati referendari quando si tratterà di bocciare, nella consultazione confermativa, il nuovo Senato composto da consiglieri regionali nominati, ai quali Renzi vorrebbe concedere anche l'immunità parlamentare, probabilmente per salvare dai processi una classe dirigente locale parecchio compromessa".

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