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SAP, Tonelli: contro di noi repressione. Forza Italia: silenzio assordante da governo

"Ho fatto infinite denunce sui tagli alla sicurezza, ma le mie denunce erano un cilicio 'assorbibile' finché non sono successi i fatti di Parigi ed io ho messo in luce un apparato debilitato, dove mancano uomini, i caschi sono marci, i giubbotti antiproiettile scaduti", così Gianni Tonelli durante la conferenza stampa a Montecitorio indetta dagli esponenti di Forza Italia per attirare l'attenzione sul caso del segretario del SAP (Sindacato Autonomo di Polizia), da quasi un mese in sciopero della fame.

"Ho fatto infinite denunce sui tagli alla sicurezza, ma le mie denunce erano un cilicio 'assorbibile' finché non sono successi i fatti di Parigi ed io ho messo in luce un apparato debilitato, dove mancano uomini, i caschi sono marci, i giubbotti antiproiettile scaduti, si vuole mettere le cose a posto con un corso antiterrorismo di due ore e 10 slide: una truffa e una mascalzonata verso chi sta per strada e rischia la pelle ma anche verso gli italiani che dovremmo difendere da chi cerca il martirio volendoti uccidere" denuncia in una nota Gianni Tonelli durante la conferenza stampa che gli esponenti di Forza Italia Renato Brunetta, Elio Vito e Maurizio Gasparri hanno tenuto a Montecitorio per attirare l'attenzione sul caso del segretario del SAP (Sindacato Autonomo di Polizia), da quasi un mese in sciopero della fame e dimagrito di 15 chili.

"E' qui che è scattata la repressione ed è scattata l'operazione antiverità. - prosegue il sindacalista - Abbiamo scritto mille volte, in diecimila siamo venuti davanti a Montecitorio inascoltati, allora siamo andati in televisione a far vedere caschi marci, giubbotti scaduti, armi non buone che hanno 30/40 anni e non sono più idonee. E sono scattati i provvedimenti disciplinari, un mio dirigente è stato sospeso dal servizio con la falsa motivazione di 'aver prelevato materiale non più in uso nella Polizia di Stato mostrandolo a giornalisti'. Io non sciopero per la sospensione, ma protesto perché non si può utilizzare il falso nella Polizia di Stato: se accettiamo questo possiamo chiudere questo tempio della democrazia".

"I militari e i poliziotti non sono cittadini di serie B - afferma quindi Elio Vito, capogruppo Fi in Commissione Difesa alla Camera -. Lo Stato deve loro gratitudine e deve garantire i loro diritti costituzionali". Riteniamo che il diritto di espressione e di rappresentare le proprie idee debba essere garantito - chiarisce anche Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato -. E' stata riconosciuta la specificità del comparto militare ma noi vorremmo che funzionasse in entrata e in uscita, in negativo e in positivo. Se ci sono fatti penali, ognuno di noi va incontro ai rigori della legge, ma il controllo preventivo e l'ispezione delle opinioni non sono comprensibili anche in un mondo così particolare come quello militare. Abbiamo chiesto l'ascolto del ministro dell'Interno".
"Questa iniziativa segna la continuità del nostro impegno nei confronti del reparto sicurezza - conclude quindi Renato Brunetta, capogruppo Fi alla Camera - Continuiamo in la nostra linea in difesa delle libertà d'espressione e sindacali delle Forze di Polizia nel silenzio assordante del Governo".

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