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Diaz, Manganelli: ora le scuse. Vendola: introdurre reato di tortura

Condannati i vertici della Polizia per il bliz alla scuola Diaz avvenuto durante il G8 di Genova del 2001, anche all'interdizione dai pubblici uffici. Manganelli: "è il momento delle scuse". Niche Vendola: "Ora introdurre il reato di tortura nel codice penale".

La Cassazione ha confermato ieri le condanne per falso nei confronti dei vertici della Polizia coinvolti nel pestaggio e negli arresti illegali dei no-global alla scuola Diaz, nel corso del G8 di Genova del 2001. Prescritte invece le condanne per le lesioni inflitte dagli agenti del reparto Celere.
La Cassazione ha quindi confermato l'impianto accusatorio della Corte d'Appello di Genova del maggio 2010, convalidando la condanna a 4 anni per Francesco Gratteri, attuale capo del dipartimento centrale anticrimine della Polizia ma anche per Giovanni Luperi, vicedirettore Ucigos ai tempi del G8, oggi capo del reparto analisi dell'Aisi. Convalidata anche la condanna a 5 anni per Vincenzo Canterini, ex dirigente del reparto mobile di Roma. La conferma delle condanne comporterà anche la sospensione dal servizio per i funzionari, poiché per loro è stata applicata la pena accessoria della interdizione dai pubblici uffici per 5 anni.
Pene pari a 3 anni e 8 mesi inflitte a Gilberto Caldarozzi (attuale capo servizio centrale operativo e vice capo nel 2001), Filippo Ferri, Fabio Ciccimarra, Nando Dominici, Spartaco Mortola, Carlo Di Sarro, Massimo Mazzoni, Renzo Cerchi, Davide Di Novi e Massimiliano Di Bernardini.
Soddisfatto il padre di Carlo Giuliani, il giovane ucciso nel luglio 2001 durante gli scontri al G8 di Genova, quando afferma che la sentenza equivale a dire che "in questo Paese c'è ancora un barlume di giustizia - aggiungendo - Ora speriamo che ci siano altre pagine di questo genere. Cercheremo in tutti i modi di ottenere verità e giustizia anche sull'assassinio di Carlo".
"Ora, di fronte al giudicato penale, è chiaramente il momento delle scuse ai cittadini che hanno subito danni e anche a quelli che, avendo fiducia nell'istituzione-Polizia, l'hanno vista in difficoltà per qualche comportamento errato ed esigono sempre maggiore professionalità ed efficienza" afferma il giorno dopo la sentenza il capo della Polizia, Antonio Manganelli.
Scuse mai arrivate finora dalle "istituzioni, dal Presidente della Repubblica, dal ministro degli Interni, dal Capo della Polizia" come ricordava la signora Enrica Bartesaghi, presidente del "Comitato verità e giustizia per Genova" ma anche mamma di una ragazza picchiata nel corso del blitz alla scuola Diaz.
Nichi Vendola, presidente di Sinistra ecologia libertà, nel commentare la sentenza invita quindi il Parlamento ad introdurre "il reato di tortura nel codice penale del nostro Paese - sottolineando - In dieci giorni lo possono fare. Ce lo chiede l'ONU, l'Europa, il buon senso e la giustizia".
Da oggi, dopo l'interdizione dai pubblici uffici di Francesco Gratteri e Gilberto Caldarozzi, la Direzione centrale anticrimine e il Servizio centrale operativo hanno due nuovi direttori, Gaetano Chiusolo e Anna Maria Pellizzari.
Nomine immeditamente condivise dal ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri.

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