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Corteo Roma, nuovo video. Manconi: ddl per codice identificazione poliziotti

Spunta un nuovo video, dopo quello dell'agente in borghese che calpesta una ragazza, che mostra altri poliziotti aggredire un manifestante già a terra. Il senatore del PD Luigi Manconi presenta un disegno di legge per dotare di un codice di identificazione gli appartenenti alle forze dell'ordine in servizio di ordine pubblico, come prevedono gli ordinamenti di Spagna, Belgio, Slovenia, Svezia, Polonia, Ungheria, Grecia e Repubblica Ceca.

Dopo il video che ha mostrato un agente in borghese calpestare una ragazza a terra nel corso degli sconti avvenuti a Roma durnate il corteo promosso dai movimenti per la casa, un altro filmato ha cominciato a girare in rete, che mostra altri poliziotti aggredire un manifestante già a terra. L'agente in borghese, attualmente iscritto nel registro degli indaga per lesioni volontarie aggravate dall'abuso di potere, si giustifica spiegando: "Stavo guardando in aria per controllare che nella nostra direzione non stessero arrivando bombe carta. Non ho visto la manifestante, ho sentito di aver calpestato qualcosa, pensavo fosse uno zainetto". A La Repubblica, Filippo Bubbico, viceministro dell’Interno con delega alla Pubblica sicurezza, commenta i due video: "La Polizia di Stato deve agire diversamente, non può mai essere messa in discussione l’integrità fisica delle persone. E la tutela dell’ordine pubblico comporta anche la capacità di dominio e di controllo delle situazioni più complesse e complicate". Bubbico, alla domanda se "non sarebbe il caso, finalmente, di dotare i poliziotti dell’ordine pubblico del cartellino di riconoscimento", risponde: "Ci sono tante ragioni per sostenerne l’utilità, e altrettante per l’esatto contrario. Questo argomento comunque va affrontato con i sindacati di polizia. - aggiungendo - Penso che i mezzi per riconoscere in queste situazioni i responsabili ci siano. E siano più che sufficienti".

DI parere opposto il senatore del PD Luigi Manconi, Presidente della Commissione Diritti umani del Senato, che in una nota commenta: "Negli ultimi 15 anni, per limitarci alla fase più recente della nostra storia, troppe sono state le illegalità commesse da poliziotti e militari chiamati a gestire l'ordine pubblico. E' stato documentato l'utilizzo di armi improprie come pietre, manganelli impugnati al contrario fino all'uso di lacrimogeni sparati ad altezza d'uomo. In molti casi le cronache degli scontri di piazza hanno documentato, oltre alle violenze di gruppi di manifestanti, i comportamenti irregolari, se non anche penalmente rilevanti, di alcuni agenti. - sottolineando - Ma non si può delegare alla casuale presenza di una telecamera la possibilità di conoscere ed eventualmente sanzionare abusi commessi da appartenenti alle forze di polizia. E' indispensabile realizzare uno strumento efficace a tutela dei cittadini e della loro libertà di partecipazione e mobilitazione, così come è necessario tutelare i molti agenti delle forze dell'ordine che in quelle piazze si comportano degnamente e con senso del dovere. D'altra parte, è quanto già prevedono gli ordinamenti di Spagna, Belgio, Slovenia, Svezia, Polonia, Ungheria, Grecia e Repubblica Ceca. Perché non in Italia?".

Manconi prosegue: "Alcuni sindacati di polizia e qualche membro del governo mostrano interesse verso la proposta di dotare di un codice di identificazione gli appartenenti alle forze dell'ordine in servizio di ordine pubblico. Ho presentato nei giorni scorsi un disegno di legge su questa materia. - spiegando - Il testo della normativa prevede che a tutti gli uomini chiamati a gestire e a disciplinare operativamente l'ordine pubblico venga assegnato un codice alfanumerico personale, da apporre ai lati e sul retro del casco di ordinanza, nella parte superiore dell'uniforme sia davanti che dietro, sui pantaloni e infine sugli stivali o sulle scarpe in dotazione".

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