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Cancellieri: lo Stato italiano debitore di Antonio Manganelli, morto oggi

Antonio Manganelli è morto dopo essere stato ricoverato d'urgenza un paio di settimane fa per l'asportazione di un edema cerebrale. Il ricordo di Annamaria Cancellieri, che sottolinea come lo Stato italiano debba essere "debitore nei confronti di Antonio Manganelli".

Antonio Manganelli, capo della Polizia dal 2007, è morto all'età di 62 anni all'ospedale San Giovanni, dove era stato ricoverato d'urgenza un paio di settimane fa per l'asportazione di un edema cerebrale . Dall'operazione, Antonio Manganelli non aveva più lasciato il reparto di rianimazione, fino all'improvviso peggioramento delle condizioni di salute. Ad Antonio Manganelli era stato diagnositcato due anni fa un tumore, che il capo della Polizia, pur continuando nelle sue attività istituzionali, ha curato ricorrendo a terapie negli USA. Grande il dolore del ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri per la morte di Antonio Manganelli, che in una nota ricorda che da anni ha avuto modo di "apprezzare le sue qualità di uomo e di ottimo capo della Polizia" ma sottolinea che "i 16 mesi" passati "gomito a gomito, sullo stesso piano del Palazzo del Viminale, molto spesso con gli stessi problemi da risolvere" le "consentono di dire che Antonio era molto di più e molto meglio". "Purtroppo questi 16 mesi fanno sì che il mio dolore sia ancora più forte e il vuoto ancora più grande - ammette Anna Maria Cancellieri - E capisco quale possa essere il senso di sgomento che la sua perdita lascia in chi gli é stato vicino per una vita come la moglie Adriana e la figlia Emanuela o in chi abbia avuto la fortuna di lavorare con lui anni e anni come i suoi collaboratori ai vertici della Polizia che voglio idealmente abbracciare".

Il ministro dell'Interno ricorda quindi che Antonio Manganelli "è stato prima un valente investigatore, poi un lungimirante, appassionato, generoso ed efficiente capo della Polizia. Queste sue doti hanno fatto di lui un leader ed è per questo che oggi dai suoi più stretti collaboratori fino all'ultimo agente tutti lo piangono con immenso dolore. - aggiungendo - Era un numero uno. Non solo per il fiuto da poliziotto, non solo per la capacità di dirigere l'imponente macchina alla quale tutti i cittadini italiani affidano la propria sicurezza, non solo per la solida e democratica dedizione che ha saputo mettere al servizio dello Stato. Era un numero uno soprattutto per le qualità morali che erano parte integrante di tutte le cose che ha fatto. Ed è stato d'esempio per tutti noi per il coraggio, la forza e l'orgoglio con cui ha affrontato il lungo calvario della malattia che lo ha portato a lasciarci". Una toccante nota quella di Anna Maria Cancellieri, che spiega di essere verso il capo della Polizia "debitrice per la leale collaborazione che mi ha dato e per il grandissimo e disinteressato aiuto che mi ha offerto in questo lavoro che per me era assolutamente nuovo. - sottolineando - Ma è lo Stato italiano ad essere debitore nei confronti di Antonio Manganelli. E' lo Stato italiano che oggi lo piange e domani lo saprà onorare degnamente". "Il Ministro dell'Interno, con immenso dolore, ringrazia, rimpiange e ricorda Antonio Manganelli - conclude la Cancellieri - Annamaria vuole abbracciare per l'ultima volta l'amico Antonio. Addio carissimo, che la terra ti sia lieve".

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