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Pippo Baudo: talent giochi perversi, rovinano intere famiglie

Pippo Baudo lancia l'allarme, e dal "Festival della Tv e dei nuovi media" fa notare che "negli ultimi tempi con i talenti stiamo esagerando", avvertendo: "Questo gioco di talenti è perverso, rischia di rovinare intere famiglie che si svenano per fare arrivare il figlio dalla De Filippi".

Pippo Baudo, che si è "inventato" programmi e conduttori, preferisce stare alla larga dai cosiddetti talent show, che spesso più che scoprire talenti gli appicciano solo addosso l'etichetta davanti al grande pubblico. Ed infatti, Pippo Baudo, intervenendo al "Festival della Tv e dei nuovi media" a Dogliani, fa notare che "negli ultimi tempi con i talenti stiamo esagerando. - aggiungendo - Un talento, in quanto tale, deve durare almeno cinque o sei anni, se non ben di più, invece escono da questi programmi ragazzi che stanno sulla breccia per poche settimane". D'altronde, fu proprio Pippo Baudo a sottolineare che "la televisione è come una spugna: raccoglie tutto ciò che c'è sul pavimento. E quando la spremi ne fuoriesce il succo della società". Pippo Baudo sottolinea però la sua maggiore preoccupazione, evidenziando come "questo gioco di talenti sia perverso" perché rischia di "rovinare intere famiglie, che si svenano per i figli, che farebbero qualsiasi cosa per fare arrivare il figlio dalla De Filippi - aggiungendo - questo è sbagliato". E poi, chiarisce Pippo Baudo, l'Italia è un "Paese piccolo" quindi non è che "non si possono sfornare migliaia di talenti". Il problema principale, però, sembra risiedere soprattutto nel fatto che nel Bel Paese pare che sia dimenticato proprio il significato di "talento", anche se ciò potrebbe non stupire qualcuno visto che già nel 2003 l'Italia vantava ben l'80% di analfabeti funzionali, e chissà quanti "talenti" ne facevano parte. Ad essere allarmato anche Fabrizio Del Noce, che sempre dal "Festival della Tv e dei nuovi media" ricorda che "durare nel mondo dello spettacolo significa continuare a studiare. - mentre - Molti giovani oggi credono non ci sia più bisogno di studiare". Anche perché si sentono già dei talenti.

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