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Pink Floyd: quando Dark Side of Oz diventa il lato oscuro della forza

The Dark Side of The Moon accoppiato al film "Il Mago di Oz" di Victor Fleming diventa "Dark Side of Oz" (o "Dark Side of the Rainbow"). Ma che succede se l'opera dei Pink Floyd viene sincronizzata con "Star Wars: Il risveglio della Forza"? Secondo un utente di Reddit "funziona". Ma c'è chi prova anche con Matteo Renzi.

I Pink Floyd ritornano tra nebbie dell'immaginario collettivo nella loro formula più intrigante e fumosa: quella della sincronicità (apparente o voluta?) con certe immagini filmiche. Per chi ascoltava su microsolco questi gruppi musicali, magari con un hi-fi autocostruito, oppure nelle salette delle radio libere, non può dimenticare l'effetto "fisico" che faceva ascoltare questi vinili. Dischi come "The Dark Side of The Moon" dei Pink Floyd, "Selling England by the Pound" dei Genesis, "In the Court of the Crimson King" dei King Crimson (per citare alcuni classici dei classici) si portavano inevitabilmete dietro ogni spirale del vinile senzazioni, emozioni, armonie che costruivano decine di storie e di fantasie, e perché no, di coincidenze, di sincronie.

L'assenza delle reti sociali digitali, del consumismo dell'informazione, della musica prodotta per l'auricolare (loudness war docet), portava alla ricerca, alla memorizzazione, al commento, al trafiletto sul giornale, al contatto umano che esaltavano gli aromi per gustare la musica d'autore. Un esempio di questi strascichi di immaginario e di immaginazione, fabbricati da artigiani naif della "controcultura" d'antan (quella che faceva da anticorpo all'industria musicale delle major) è senz'altro la "leggenda" (perché sempre smentita dalla band e da Alan Parsons) che The Dark Side Of The Moon fosse in realtà stato composto come una sorta di "colonna sonora" del film "Il mago di Oz" del 1939 diretto da Victor Fleming. Quello con Judy Garland nei panni di Dorothy Gale.

Qualcuno infatti, nelle nebbie dell'immaginario collettivo, immerso in atmosfere sicuramente intriganti e certamente molto fumose, provò a "sincronizzare" l'opera dei Pink Floyd con il film della MGM, notando un risultato bizzarro e stupefacente (appunto). La sincronicità quasi perfetta tra testo e musica di The Dark Side of The Moon e le immagini de Il Mago di OZ ha fatto quindi nascere una "nuova opera" chiamata "Dark Side of the Rainbow" o altrimenti "Dark Side of Oz". La copertina della Hipgnosis, quella del celebre prisma che scompone la luce di The Dark Side Of The Moon, non poteva che ricordare "Over the Rainbow" e la transizione del Kansas in bianco e nero con il sogno in Technicolor dove saltella Dorothy.

L'esperimento di sincronicità junghiana tra OZ e i Pink Floyd ("un principio di nessi acausali", la definiva proprio Carl Gustav Jung nel 1950) pare che fosse ripetuto da anni "giù a Los Angeles", anche se il primo articolo "mainstream" che spiegò alle masse come entrare là, da qualche parte oltre l'arcobaleno, fu "The Dark Side of the Rainbow" scritto sul web da Charles Savage, sul "The Fort Wayne Journal Gazette" pubblicato il primo agosto del 1995. In quell'articolo si rivelava la chiave di volta per entrare nella videodrome floydiana: "Noleggiare 'il Mago di OZ', spegnere l'audio della tv, mettere The Dark Side Of The Moon dei Pink Floyd nel vostro lettore CD e premete play nel momento esatto in cui il leone della MGM ruggisce per la prima volta (Alcune persone sostengono il terzo ruggito, ma ho scoperto che per me funziona meglio al primo ruggito)".

Il resto è storia e, chi ha fatto l'esperienza di vedere "The Dark Side of the Rainbow" con attenzione (e con un minimo di cultura musicale e cinemtografica), non potrebbe mai barattare mille anni de "Il Segreto" (in loop), in cambio di un minuto della "nuova" opera. Per chi non avesse più il lettore CD e il VHS del Mago di OZ, ecco che qualche buon uomo (tre anni fa) ha caricato "Dark Side of the Rainbow" nella versione "terzo ruggito".

Ma allora tra le nebbie e il fumo, dove sono rispuntati i Pink Floyd? La novità è che un moderno utente di Reddit ha scoperto che The Dark Side of the Moon è anche in sincronia perfetta con il nuovo "Star Wars: The Force Awakens" (Star Wars: Il risveglio della Forza). Nel suo post, oltre alle spiegazioni su come sincronizzare il video di Star Wars con la musica dei Pink Floyd, l'utente ha gentilmente postato anche un video per vedere l'effetto che fa.

Se i Pink Floyd hanno sempre smentito (c'è chi dice per problemi "autorali") la sincronicità tra The Dark Side Of The Moon e Il mago di OZ (Roger Waters è rimasto divertito, mentre Alan Parsons giura di non aver mai sentito nulla del genere durante le registrazioni, neppure mentre caricava gli orologi a molla), certamente non potranno smentire questa "nuova" sincronicità a posteriori, a meno che non avessero nel 1973 uno stargate per vedere Star Wars nel futuro. E' vero che, come qualcuno potrebbe obbiettare, che la sincronicità è atemporale, ma stavolta il grande gruppo della musica lisergica non si scomoderà per smentire, dato che la supposta sincronicità tra The Dark Side of The Moon e "Star Wars: Il risveglio della Forza" non è neppure mera sincronia.

Tra l'analogica opera dei Pink Floyd e l'analogica opera di Victor Fleming c'è infatti una naturale analogia, una vibrazione fisica (e universale) che lega le due opere in maniera misteriosamente armonica. Purtroppo tra il digitalissimo "Star Wars: The Force Awakens" e l'analogico The Dark Side of The Moon c'è una naturale repellenza, come l'olio sull'acqua. Vedere per credere. Addirittura, sempre tra le nebbie e i fumi, sarebbe più sincronico ascoltare il capolavoro dei Pink Floyd sotto questo storico discorso in inglese di Matteo Renzi, senza neppure togliere il volume del premier segretario che parla in lingua (quale nessuno l'ha ancora capito). Fa davvero un effetto ancora più allucinogeno di Dorothy che balla con lo spaventapasseri.

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