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Il Mago di Oz e i Pink Floyd: la leggenda di The Dark Side of the Rainbow

Accoppiare anzi giustapporre The Dark Side of The Moon al Mago di Oz, vecchia ricetta audio-video da sballo nata alla fine dei settanta e arrivata attraverso internet alla massa dei fans dei Pink Floyd: provare per credere.

Molti musicofili e certamente gli amanti dei Pink Floyd avranno provato "l'effetto che fa" mettere sul piatto The Dark Side of the Moon guardando "Il Mago di Oz". Questa "visione alternativa" del Mago di Oz (o del celeberrimo disco dei Pink Floyd) era conosciuta nell'underground americano dalla fine degli anni '70 ma è sfociata in mania solamente con l'avvento della rete "antica", cioé di Usenet nel 1994, dove per primo qualcuno fece la domanda sull'origine dell'"accoppiamento" delle due opere d'arte: ovviamente non ebbe risposta.
Il disco del '73 dei Pink Floyd giustapposto al capolavoro Metro-Goldwyn-Mayer del '39 dà infatti origine a "Dark Side of the Rainbow", dove "rainbow" è ovviamente riferito a "Over the rainbow" canzone premio Oscar della colonna sonora del Mago di Oz.
Le coincidenze sono davvero tante e The Dark Side of the Moon sembra ricalcare esattamente i momenti topici, i cambi di scena e riferimenti tematici tanto da scomodare Carl Jung e la sincronicità per gli evidenti accostamenti.
I Pink Floyd sono consci dell'effetto Dark Side of the Rainbow ma giurano che sono solo coincidenze come ha fatto anche notare Alan Parsons (ingegnere del suono di Dark Side), che dice in sostanza che alla fine qualsiasi disco messo "sotto" delle immagini sortisce delle coincidenze.
Comunque per chi volesse provare l'esperimento rimanendo "lucido" consigliamo "Dub Side of the Moon", una versione dub reggae di The Dark Side of the Moon degli Easy Star All-Stars che contiene le istruzioni per sincronizzare il disco con il Mago di Oz. Davvero da provare.

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