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Pietro Grasso: dolore per morte di Gerardo D'Ambrosio, servitore dello Stato

Muore Gerardo D'Ambrosio, ex procuratore capo di Milano il cui nome è legato non solo alla stagione di "Mani Pulite", ma anche ad altre vicende come la strage di piazza Fontana, la morte dell'anarchico Giuseppe Pinelli e il crac del Banco Ambrosiano. Commosso il ricordo di Pietro Grasso che sottolinea come Gerardo D'Ambrosio sia stato "un servitore dello Stato".

Muore Gerardo D'Ambrosio, ex procuratore capo di Milano il cui nome è legato non solo alla stagione di "Mani Pulite", ma anche ad altre vicende come la strage di Piazza Fontana, la morte dell'anarchico Giuseppe Pinelli e il crac del Banco Ambrosiano. Gerardo D'Ambrosio nasce Santa Maria a Vico, in provincia di Caserta, il 29 novembre 1930, mentre la laurea in giurisprudenza a Napoli arriva nel 1952. D'Ambrosio lascia la carriera nel 2002 per andare in pensione ma assicurò tutto che si sarebbe ancora occupato "dei problemi della magistratura". Per due legislature è stato inoltre senatore prima per i Ds poi per il Partito Democratico. La morte per Gerardo D'Ambrosio è sopraggiunta dopo due giorni di ricovero presso il Policlinico di Milano, in gravissime condizioni. Commosso l'ultimo saluto del Presidente del Senato Pietro Grasso, che in una nota scrive: "E' con vero dolore che apprendo della scomparsa di Gerardo D'Ambrosio: un servitore dello Stato, protagonista della vita civile e istituzionale del Paese. Magistrato capace, autorevole, universalmente apprezzato, è stato in prima linea in inchieste e processi che hanno segnato la vita della Repubblica: dalle inchieste sulla strage di piazza Fontana a quella sul caso Pinelli, dai primi processi di terrorismo all'istruttoria sulla bancarotta del Banco Ambrosiano, sino alle inchieste su Tangentopoli. La sua riconosciuta competenza e professionalità lo hanno portato fino ai vertici della Procura della Repubblica di Milano, che ha guidato con indiscusso prestigio. Chiusa la sua carriera di magistrato nel 2002 per raggiunti limiti di età, ha proseguito il suo impegno al servizio delle Istituzioni come Senatore della Repubblica dal 2006 al 2013. Componente della Commissione Giustizia, apprezzato da colleghi di partito e avversari, nonostante i suoi problemi di salute, sino all'ultimo, senza risparmiarsi, si è impegnato da legislatore a difesa dei valori costituzionali con dedizione e passione. - promettendo - Il Senato ne ricorderà in modo adeguato la figura e il ruolo".

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