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Fassino fischiato a Torino: quando la contestazione diventa polemica

Piero Fassino, sindaco di Torino, fischiato in occasione della Festa dei lavoratori del 1 Maggio. Dure le reazioni dal mondo politico, forse perché ci si dimentica sempre più spesso che "la contestazione è democrazia".

Torino torna ad essere capitale, perlomeno della contestazione. Anche oggi, 1 Maggio Festa dei lavoratori, a Torino si è respirata un'aria di opposizione alle politiche di questo governo dei tecnici, appoggiato dalla vasta e larga maggioranza in Parlamento composta da PD, Pdl e Udc. Dimessosi Silvio Berlusconi, infatti, ogni conflitto (anche di interesse) tra i vari partiti sembra scomparso, in nome di quel "cambiamento" auspicato oggi da Giorgio Napolitano (http://is.gd/3rY5AS) e che viene plasmato dal governo Monti attraverso quella che diversi osservati ed economisti giudicano come una vera a propria deregulation della società (http://is.gd/Pnt9fy).
Ma se una parte della popolazione sembra poco interessata e poco partecipe (e poco attenta) su come sta cambiando l'Italia, l'altra parte osserva, studia e quando può manifesta il proprio malcontento. E così a Torino il sindaco Piero Fassino viene fischiato sia durante il tragitto percorso nel corteo che dal palco del comizio.
"Vattene a casa Fassino", "vergogna vergona" alcuni degli epiteti rivolti a Fassino, mentre il sindaco afferma che "il fischio non è mai stato un argomento, perché chi fischia oggi è chi un anno fa ha impedito di parlare a Bonanni a piazza Castello, è chi tirava i bulloni a Trentin, è chi non ha mai capito quali sono le ragioni vere per cui ci si batte per garantire il lavoro e la tutela dei lavoratori".
Nonostante tale spiegazione, i fischi a Fassino non sono affatto diminuiti, anche perché come ricorda un manifestante intervistato da "Il Fatto Quotidiano" (http://www.youtube.com/watch?v=JarjcABe-0E) "la contestazione è una cosa democratica, è accaduta sempre, è legittima e una persona pubblica come un politico può anche aspettarsi una contestazione, però si vede che oggi non è così - aggiungendo - Infatti questa mattina hanno caricato degli studenti che volevano contestare Fassino e ne hanno anche arrestati quattro. Questa è la risposta che ci danno le istituzioni, una chiusura e un disinteresse totale".
Disinteresse totale facilmente spiegato, perché quando al governo c'è una sorta di "partito unico" l'opposizione non ha più motivo di avere voce.
Stupisce infatti leggere le reazioni ai fischi rivolti a Fassino, neanche fossero stati pesanti come macigni. Il primo a prendere le difese di Piero Fassino è stato naturalmente il segretario della Cisl Raffaele Bonanni, che ha chiamato il sindaco di Torino per esprimergli tutta la sua solidarietà. "Ti siamo molto vicini - avrebbe detto Bonanni - Vogliono fiaccarti come hanno tentato di fare con me. E non ci riusciranno, ne sono sicuro", mentre la Cisl afferma che la contestazione è stata "una vergognosa e intollerante manifestazione di inciviltà di stampo squadristico".
"La contestazione becera e incivile al sindaco di Torino Fassino non solo è da condannare senza tentennamenti ma conferma, ancora una volta, che le ragioni della democrazia e la difesa delle istituzioni si difendono ogni giorno e in ogni stagione" sottolinea invece Giorgio Merlo (PD), vice presidente Commissione Vigilanza Rai alla Camera.
Dure condanne, eppure lo stesso Piero Fassino, per minimizzare la protesta nei suoi confronti, avrebbe asserito che i manifestanti che lo "fischiavano" erano "in venti" e che "ogni Primo Maggio capita che ci siano dei contestatori".
Cos'è cambiato all'ora dalla scorsa Festa dei lavoratori? A parte il governo Monti, si intende.

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