le notizie che fanno testo, dal 2010

Vieni via con me Youtube: Bersani batte Fini, sulla retorica

Ieri a "Vieni via con me", incredibile ma vero, gli ospiti più attesi erano Pier Luigi Bersani e Gianfranco Fini. Già da queste prime battute la retorica sembra farla da padrone, anche se in realtà politicamente a farci una figura migliore sembra essere Bersani.

Ieri sera è andata in onda la seconda puntata di "Vieni via con me" su Rai 3 condotta da Fabio Fazio e Roberto Saviano e, incredibile ma vero, i due ospiti più attesi sono stati Pier Luigi Bersani, segretario del PD, e Gianfranco Fini, leader di Futuro e Libertà e Presidente della Camera dei deputati.
Come consuetudine del programma, i due leader politici hanno letto un elenco. Solo Roberto Saviano, infatti, ha il diritto di recitare monologhi (esclusi i comici).
Ad entrare in scena è stato prima Pier Luigi Bersani, che con la flemma che lo rappresenta recita "i valori della sinistra", iniziando nel dire che "la sinistra è l'idea che se guardi il mondo con gli occhi dei più deboli puoi fare davvero un mondo migliore per tutti".
Dopo di lui Gianfranco Fini, che recita "i valori della destra", e ci tiene subito a precisare che "per la destra è bello, nonostante tutto, essere italiani perché è un piccolo privilegio, perché a Milano come a Palermo la nostra patria ha un patrimonio paesaggistico e culturale che il mondo ci invidia".
Già da queste prime battute (visibili sul canale di Youtube "broadcast yourself" di Rai.it: http://www.youtube.com/watch?v=vRIWTP7r8-g) la retorica sembra farla da padrone, anche se in realtà politicamente a farci una figura migliore sembra essere Bersani.
Fini, che dovrebbe succedere a Berlusconi (ma che non sembra voler andare al voto) parla prima di tutto di quella "capacità di sacrificarsi, di lavorare onostamente, di pensare senza egoismi la futuro dei propri figli" che sarebbe tipica negli italiani ma che invece non esite più, o per lo meno rimane in pochissime persone. Putroppo la maggioranza degli italiani è l'esatto contrario, altrimenti sarebbe un popolo che avrebbe ancora l'orgoglio di rivendicare i propri diritti.
Il primo pensiero di Gianfranco Fini è poi rivolto ai militari in Afghanistan che "ci difendono dal terrorismo" e li paragona (e questo sembra un po' azzardato) alle "migliaia di connazionali che ogni giorno, e gratis, fanno volontariato", affinché i cinici possano dire che fanno parte dello stesso meccanismo.
Improvvisamente Fini diventa realista e sottolinea che "il nostro popolo non può confidare solo sulla sua proverbiale, generosa, laboriosità" e per questo "gli italiani hanno bisogno di istituzioni politiche autorevoli, rispettate, giuste" perché "destra vuol dire senso dello Stato, etica pubblica, cultura dei doveri".
Dall'altra parte Pier Luigi Bersani comincia con una prima stoccata alla destra, affermando che la nostra è "la più bella costituzione del mondo" e per questo "la si difende ogni giorno e il 25 aprile si fa festa" continuando con un concetto finalmente di sinistra: "Se pochi hanno troppo e troppi hanno poco l'economia non gira perché l'ingiustizia fa male all'economia".
Bersani tocca i temi d'attualità, spiegando che "il lavoro non è tutto ma questo può dirlo solo chi il lavoro ce l'ha. Il lavoro è la dignità di una persona, sempre, e soprattutto quando hai 30 anni e hai paura di passare la vita in panchina" e aggiungendo che "chiamare flessibilità una vita precaria è un insulto, e allora un'ora di lavoro precario non può costare meno di un di un'ora di lavoro stabile".
"La destra sa che senza l'autorevolezza e il buon senso delle istituzioni, senza l'autorità della legge, senza una democrazia trasparente ed equilibrata nei suoi poteri non c'è libertà ma solo anarchia, prevalenza dell'arroganza e della furbizia a tutto discapito dell'uguaglianza dei cittadini" afferma Fini.
"Chi si ritiene di sinistra, chi si ritiene progressista, deve tenere vivo il sogno di un mondo in pace, senza odi e violenza, e deve combattere contro la pena di morte, la tortura, ogni altra sopraffazione fisica o morale e ogni altra illegalità", dice Bersani.
Insomma, a "Vieni via con me" si è capito che comunque sia i valori di destra e quelli di sinistra, almeno sulla carta, sono ben distinti anche se uniti da tanti buoni propositi che l'Italia non ha ancora visto realizzare.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: